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Macellaio accusato di ricettazione di un assegno: assolto in Appello

In primo grado condannato a sei mesi e 400 euro di multa. Il titolo di credito ritenuto oggetto di furto ai danni del titolare di una paninoteca

BRINDISI – Il titolare di una macelleria di Brindisi ha incassato l’assoluzione con formula piena dall’accusa di ricettazione di un assegno: la sentenza è della Corte d’Appello di Lecce e ribalta le conclusioni a cui era arrivato il Tribunale di Brindisi che, il 2 ottobre 2013, aveva affermato la responsabilità penale dell’imputato.

mauro durante-7La Corte ha accolto i motivi del ricorso discusso dall’avvocato Mauro Durante (foto accanto), difensore del macellaio, con motivazioni depositate nei giorni scorsi. Il macellaio è finito sotto processo in relazione a un titolo di credito, un assegno postale, oggetto di furto ai danni del titolare di una paninoteca di Brindisi il 7 gennaio 2011.

Quest’ultimo sosteneva che poco prima di essere rimasto senza lavoro, aveva aperto un conto corrente postale e richiesto il rilascio del libretto degli assegni per pagare le rate di un finanziamento acceso per l’acquisto di una moto. Avrebbe firmato un solo assegno, poi lasciato in bianco, e di averlo perso qualche giorno dopo. Sulla base di queste dichiarazioni, lo stesso Tribunale di Brindisi, in composizione monocratica, aveva affermato la non attendibilità del titolare della paninoteca in qualità di testimone ascoltato in udienza. Ma era comunque arrivato alla condanna dell’imputato. Per questo motivo, il difensore del macellaio ha impugnato la sentenza di primo grado sostenendone la “inconsistenza e la illogicità”.

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