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Cronaca

"Made in Carcere" apre il primo store

OSTUNI - Un regalo “cool” che non costi più di 25 euro e che consenta anche di perseguire una buona causa. Non è una chimera, ce ne sono per tutti i gusti e sono già in vendita in un unico luogo in Italia, a Ostuni, dove ha aperto da poco i battenti il primissimo store “Made in Carcere”.

OSTUNI - Un regalo ?cool? che non costi più di 25 euro e che consenta anche di perseguire una buona causa. Non è una chimera, ce ne sono per tutti i gusti e sono già in vendita in un unico luogo in Italia, a Ostuni, dove ha aperto da poco i battenti il primissimo store ?Made in Carcere?. Sugli scaffali sono esposti e sono quindi acquistabili i prodotti realizzati dalle detenute delle carceri di Lecce e Trani, circa una ventina, che lavorano per Officina creativa, una cooperativa sociale senza scopo di lucro fondata nel 2007 da Luciana Delle Donne.

Fino a qualche tempo fa non si poteva far altro che andare a caccia di fiere, stand o di eventi organizzati per la promozione del marchio. Ora ci si può recare direttamente in un negozio, in piazza della Libertà, proprio di fronte all?obelisco di Sant?Oronzo, e scegliere. Il punto vendita sarà ufficialmente inaugurato fra qualche giorno, prima di Natale. I prodotti sono ideati dalle stesse donne che si ritrovano a scontare periodi di detenzione e che sono regolarmente assunte e stipendiate.

Lo scopo è favorire percorsi formativi, oltre che il reinserimento nella società. All?interno del punto vendita ?Made in carcere? si possono trovare gli ormai noti braccialetti colorati, le t-shirt e non solo: anche porta i-Pad, progettati all?interno dei laboratori delle case circondariali, porta sigarette elettroniche, le palle di natale realizzate con foulard di seta e tracolle che si trasformano in sciarpe.

Ognuno fra gli oggetti esposti ha un suo nome: ?Mano finta? è la custodia per il tablet, che si afferra con una sola mano, un borsa si chiama invece ?doppia faccia?. Il costo oscilla dagli 8 ai 25 euro e i proventi sono interamente destinati alla prosecuzione del progetto e al finanziamento di nuove idee oltre che alla loro creazione. Ci sono il porta bottiglie di vino oltre che il porta documenti e le sacche di ogni dimensione e tessuto. La tela per soddisfare chi ha gusti più sobri, ma anche la seta e le fantasie patchwork.

Il localino scelto, centralissimo, è di quelli tipici con la pietra a vista. E? già stato allestito un albero di natale, su una parete sono stati appesi i braccialetti di mille colori, tendenza della scorsa estate anche perché abbinati all?iniziativa ?Salviamo il bianco?. L?avventura di Made in Carcere, insomma, prosegue. Gli accessori diventano sempre più fashion, tra adulti e piccini. Le storie delle detenute si intrecciano: alcune di loro hanno deciso di metterci la faccia, e di raccontarle, di lasciare che restino stampate su un totem di cartone e visibili a tutti, perché siano esempio di riscatto, di ritorno alla vita dopo un periodo trascorso dietro le sbarre rinunciando a un bene inestimabile, la propria libertà.

Prima che le singole persone, però, parlano le ?cose?, il frutto dell?inventiva di ognuna delle detenute che ha scelto di far parte del laboratorio, anche solo perché passassero in fretta le lunghe ore da trascorrere in carcere. Ognuna di esse narra di una vita che si è trovata al bivio. E che va avanti, ora, senza aver perso la speranza.

 

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