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Sabato, 22 Giugno 2024
Cronaca

“Asilo, schiaffi e insulti ai bimbi”: genitori chiedono i danni alla maestra

Sei parti civili davanti al gup: la Procura conferma le accuse, la difesa potrebbe chiedere l’abbreviato

BRINDISI – I genitori di sei bimbi dell’asilo nido del rione Cappuccini, intendono chiedere i danni alla maestra di Brindisi, 67 anni, accusata di aver spintonato, schiaffeggiato e anche minacciato alcuni dei piccoli di età compresa fra i tre e cinque anni.

Le parti civili

Foto Squadra Mobile(FILEminimizer)-2-2Hanno presentato istanza di costituzione di parte civile, nei giorni scorsi, in sede di udienza preliminare davanti al gup del Tribunale di Brindisi, Stefania de Angelis, chiamato a decidere se l’accusa mossa dalla Procura possa o meno essere sostenuta al dibattimento, a conclusione dell’inchiesta della Squadra Mobile. Il giudice si è riservato la decisione, disponendo il rinvio dell’udienza.

In occasione della prossima udienza, la difesa dell’imputata, affidata agli avvocati Andrea Casamassima e Massimo Di Summa, potrebbe presentare istanza per l’ammissione a riti alternativi al processo ordinario, pensando al giudizio abbreviato, nel caso in cui il gup dovesse accogliere la richiesta di processo avanzata dal pm.

L’insegnante è andata in pensione, avendo raggiunto i requisiti previsti dalle disposizioni di legge, dopo essere stata destinataria di ordinanza di custodia cautelare, ai domiciliari. Il provvedimento firmato dal gip venne eseguito dagli agenti della mobile diretti dal vice questore aggiunto Antonio Sfameni, il 6 settembre scorso. Il 22 settembre la maestra venne rimessa in libertà dal Tribunale del Riesame di Lecce, in accoglimento del ricorso discusso dai difensori: il collegio sostituì la misura cautelare con quella interdittiva che impedì alla direttrice di svolgere funzioni educative.

L’inchiesta e le telecamere

Le indagini partirono dalla denuncia sporta dal referente didattico di un istituto superiore di Brindisi, convenzionato con la scuola d’infanzia per lo svolgimento di tirocini formativi. A notare condotte ritenute dubbie da parte dell’educatrice, sarebbero state alcune studentesse. Una volta tornate in classe ne parlarono con il responsabile del progetto il quale, a sua volta, si rivolse ai poliziotti.

Per verificare cosa effettivamente accadeva nelle aule della scuola d’infanzia, gli agenti della Mobile – previa autorizzazione – nascosero alcune telecamere di piccole dimensioni: le immagini registrate nei primi sei mesi dell’anno scolastico, furono qualificate dal gip come “gravi indizi di colpevolezza” nell’ordinanza di custodia cautelare per contestare l’accusa di maltrattamenti, fisici e psicologici, ai danni dei piccoli alunni, tutti bambini di età compresa fra tre e cinque anni.

Gli episodi, così come riportati nel capo di imputazione, si riferiscono di schiaffi e strattonamenti, minacce e insulti nei confronti dei bimbi. In sede di interrogatorio di garanzia davanti al gip, la maestra scelse la facoltà di non rispondere.


 

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