Maltrattamenti, arrestato marito violento: non accettava la fine della relazione

Un 59enne è stato stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere

TORRE SANTA SUSANNA – “Con condotte aggressive e vessatorie nei confronti della donna, le ha reso la convivenza afflittiva e sofferente”. Un 59enne di Torre Santa Susanna è stato arrestato per maltrattamenti in famiglia continuati nei riguardi della moglie. È stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere.

“L’uomo è il presunto autore di reiterate condotte aggressive unitamente a ingiurie e minacce, nonché maltrattamenti nei riguardi della moglie convivente. In particolare, in più circostanze, ha rivolto all’indirizzo della donna frasi ingiuriose, spingendola fuori dal garage di pertinenza dell’abitazione”. Scrivono i carabinieri in una nota.

“Alla fine del mese di maggio scorso l’ha minacciata mostrandole un’arma che poi ha riferito alla donna di essere finta. Il manufatto è una ”pistola scacciacani” e risulta essere la fedele riproduzione di un’arma vera alla quale l’uomo aveva evidentemente tolto il tappo rosso. Con tutte le azioni ha cagionato nella donna, inesperta in materia di armi, un forte stato di paura tanto da fuggire e richiedere l’intervento dei carabinieri, che intervenuti hanno provveduto a sequestrare la scacciacani”.

“Successivamente al sequestro dell’arma e alla denuncia da parte della donna, quotidianamente ha ricevuto minacce dall’uomo a seguito della denuncia ricevuta. La donna ha riferito che in diverse occasioni a seguito del clima di tensione fra le parti conseguente alla fase di separazione in corso, era stata fatta oggetto da parte dell’indagato di affermazioni ingiuriose, nonché più volte spintonata fisicamente perché si allontanasse dal garage di pertinenza dell’abitazione comune”.

“La donna ha anche rappresentato la sussistenza di ulteriori episodi di violenza successivi alla presentazione della denuncia, episodi verificatisi con cadenza quasi quotidiana, conseguenti proprio alla denuncia. La sottoposizione della parte offesa a plurimi atti di vessazione psicologica e di aggressività, tali da cagionare alla stessa sofferenze e preoccupazioni, costituiscono la fonte di un evidente stato di disagio continuo ed incompatibile con le normali condizioni di esistenza”. Pertanto la misura cautelare inflitta dall’Autorità Giudiziaria nei confronti dell’uomo è stata l’unica idonea ad impedire la prosecuzione delle medesime condotte criminose”.

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