Cronaca

Ryanair, Aeroporti di Puglia e la politica che lascia il passo ai pm

"Non è in discussione la correttezza etica dell'affidamento ma solo quella procedurale", aveva detto pochi mesi fa il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, a proposito dei fondi di incentivazione assegnati alle compagnie low-cost e a Ryanair principalmente, lasciando però alla procura della Repubblica di Bari il compito di verificare ciò

“Non è in discussione la correttezza etica dell’affidamento ma solo quella procedurale”, aveva detto pochi mesi fa il presidente della Regione Puglia,  Michele Emiliano, a proposito dei fondi di incentivazione assegnati alle compagnie low-cost e a Ryanair principalmente, lasciando però alla procura della Repubblica di Bari il compito di verificare ciò. Quindi nessuna decisione da parte del socio unico di Aeroporti di Puglia (la Regione, appunto) su un eventuale modifica dell’azione di incentivazione. Solo attesa. Ma gli ultimi sviluppi dell’indagine della procura di Bari sui fondi alle compagnie aeree, tramite Aeroporti di Puglia, sconcerta non pochi, noi inclusi.

All’indagato originario dell’inchiesta, l’ex amministratore unico di Aeroporti di Puglia, Domenico di Paola, ora sono stati aggiunti, con l’ipotesi di abuso di ufficio, l’amministratore unico nominato dopo Di Paola, Giuseppe Acierno, il direttore generale Marco Franchini e il direttore amministrativo Patrizio Summo. Perché secondo la relazione della Guardia di Finanza al pm Luciana De Silvestris, avrebbero rinnovato nel 2014 il contratto a Ryanair e versato la rata 2015 dell’incentivo senza o gara o comunque senza procedura di evidenza pubblica.

In particolare, la Finanza scrive che il contratto a Ryanair fu rinnovato nel 2014, mentre gli inviti per l’evidenza pubblica sarebbero stati inviati per email solo successivamente.  Ma Aeroporti di Puglia aveva spiegato e sostenuto, in un comunicato ufficiale che non vi è alcuna legge che obbliga i gestori delle società aeroportuali a indire gara o procedura di evidenza pubblica per l’assegnazione di incentivi alle compagnie per lo sviluppo del traffico aereo o per la promozione dei territori suoi lori siti, ma solo di rendere nota tale offerta e possibilità.

Insomma, davvero solo una questione procedurale nell’assegnazione di fondi pubblici, perché non si parla affatto di circostanze di corruzione o di arricchimenti personali. Del resto, appare assai improbabile che la decisione di rinnovare il contratto con Ryanair non sia stata assunta in totale condivisione con la Regione, socio e padrone di Aeroporti di Puglia. Michele Emiliano, succeduto a Nichi Vendola, tuttavia non intende risolvere in giunta la faccenda, ma dichiarò che ne avrebbe investito il consiglio regionale. Intanto Ryanair, sino a prova contraria, resta sino al 2019.

La questione della permanenza di Ryanair in Puglia, fondamentale leva per lo sviluppo turistico e la crescita del traffico aereo negli aeroporti  di Bari e Brindisi, è rimasta in un limbo dove si muovono l’ inchiesta giudiariazia, polemiche spesso interessate, e  un attore concorrente come Alitalia, lasciando la patata bollente nelle mani di Aeroporti di Puglia. Società amministrata negli ultimi anni da Giuseppe Acierno, brindisino, uno dei migliori manager pubblici pugliesi, che ha governato e governa la crescita del distretto aerospaziale pugliese con trend superiori a quelli registrati da altri cluster in Italia.

Acierno era stato scelto da Vendola, e inviato ad Aeroporti di Puglia per tagliare le spese e riorganizzarne la struttura. Un’operazione riuscita (l’amministratore unico attuale guadagna meno di un dirigente comunale) e condotta non certo con il metodo dei tagliatori di teste, ma il con il concorso e il coinvolgimento dello stesso staff della società. Spesso Aeroporti di Puglia ha fatto da parafulmine di fronte a proteste campanilistiche (vedi quella per i voli civili all’aeroporto di Grottaglie), e di indecisioni politiche, come nel caso attuale.

L’amministratore unico attuale è in scadenza di mandato, ad aprile se non ricordiamo male. Ha svolto con i suoi collaboratori il lavoro assegnatogli, non si sa cosa deciderà Michele Emiliano a proposito di alternanza o riconferma. La notizia dell’allargamento delle indagini anche ad Acierno e ai due massimi dirigenti della società pubblica potrebbe condizionare la scelta.

La considerazione finale è questa: di fronte ad una crescita costante del traffico aereo in Puglia, che ha inciso non solo sulla possibilità dei pugliesi di girare l’Europa e il mondo, ma anche sui fatturati turistici, e ad una avanzata azione di risanamento dei bilanci della società pubblica condotta proprio dagli amministratori indagati, si assiste ancora una volta ad un abbandono del campo da parte della politica, che lo lascia alla magistratura penale anche se si tratta di una “valutazione sulle procedure”.

La politica, ne siamo certi, si rifarà viva nel momento in cui si dovranno decidere gli incarichi in Aeroporti di Puglia. C’è già la fila, non sappiamo se Emiliano ne sarà influenzato. Se si può andare avanti così? E’ una considerazione che lasciamo ai lettori.

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