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Lunedì, 27 Giugno 2022
Cronaca

Segnaletica lacunosa nella Ztl: annullata multa ad automobilista

Il giudice di pace accoglie il ricorso di una cittadina alla quale nel luglio 2020 era stata inflitta una multa per divieto di sosta in via Santi

BRINDISI – Parcheggiò nella Ztl (zona a traffico limitato) ma non se ne rese conto, perché quel tratto di strada era sprovvisto di segnaletica. Il giudice di pace di Brindisi, Francesca Vilei, annulla una multa per divieto di sosta inflitta nel luglio 2020 in via Santi, nel cuore di Brindisi. La brindisina Annamaria Cesi ha impugnato il verbale redatto dalla Polizia Locale di Brindisi tramite gli avvocati Marco Masi e Marco Elia, dell’ufficio legale dell’Adoc Uil Brindisi, nell’ambito di un procedimento in cui il Comune di Brindisi non si è costituito ed è stato quindi dichiarato contumace. 

Come noto l’amministrazione comunale, nelle fasce orarie serali dell’estate 2020, dispose il divieto di transito nel centro storico, istituendo una Ztl che includeva anche via Santi. Tale provvedimento, fra l’altro, è stato riproposto la scorsa settimana, tramite un’ordinanza del sindaco che istituisce nuovamente la Ztl nel centro cittadino dall’11 giugno fino al prossimo 30 settembre. 
Ma la segnaletica dovrà essere posizionata con cura, affinchè non si ripetano casi analoghi.

Il giudice, infatti, nell’accogliere il ricorso dell’Adoc, si rifà a un “principio fondamentale espresso dalla Suprema corte, secondo cui ‘in tema di circolazione stradale, il principio di tipicità posto a fondamento della disciplina sulla segnaletica stradale comporta che un determinato obbligo (o divieto) di comportamento è legittimamente imposto all’utente della strada solo per effetto della legge”. L’istituzione di un divieto, insomma, deve essere accompagnata da corrispondente segnaletica “predeterminata dalla legge”. La conoscenza del provvedimento amministrativo da parte del cittadino, di per se, non è sufficiente. La segnaletica costituisce infatti “non una forma di pubblicità-notizia del comportamento imposto, bensì un elemento costitutivo della fattispecie complessa da cui l’obbligo stesso scaturisce”. 

E nel caso preso in esame dal giudice di pace, “non è provato che il segnale di divieto di sosta fosse adeguatamente pubblicizzato con apposizione di segnaletica visibile dall’utente della strada”. Per questo il verbale è stato annullato e il Comune di Brindisi contestualmente condannato alla rifusione in favore del cittadino delle spese processuali. 

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