Cronaca

Prescrizione di farmaci non corrette: ed ora i medici dovranno rimborsare

La Guardia di Finanza mette ancora una volta le mani nel sistema della prescrizione dei farmaci effettuate dai medici di base. Ed ora i medici coinvolti nelle verifiche rischiano di dover rimborsare alla Asl il costo dei farmaci utilizzati in base a procedure non corrette da persone, in questo caso, portatrici di patologie cardiocircolatorie di ogni livello di gravità

BRINDISI - La Guardia di Finanza mette ancora una volta le mani nel sistema della prescrizione dei farmaci effettuate dai medici di base. Ed ora i medici coinvolti nelle verifiche rischiano di dover rimborsare alla Asl il costo dei farmaci utilizzati in base a procedure non corrette da persone, in questo caso, portatrici di patologie cardiocircolatorie di ogni livello di gravità.

Utilizzando le banche dati fornite della Asl di Brindisi, che contengono le procedure informatizzate delle prescrizioni effettuate, il Nucleo di Polizia tributaria ha effettuato controlli sulla corretta applicazione dei protocolli stabiliti dalla Regione Puglia per la prescrizione di farmaci destinati alla cura di insufficienza cardiaca, diabete e di altre condizioni cliniche ad elevato rischio cardiovascolare.

“E’ emerso che, nel prescrivere tali farmaci, molti medici contravvenivano alle specifiche indicazioni terapeutiche approvate dall’Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco) ed alle disposizioni dell’Assessorato alla Sanità per l’attuazione del piano di rientro nel settore sanitario della Puglia”, comunica la Guardia di Finanza di Brindisi.

Nel caso, la prescrizione di alcuni anti-ipertensivi di costo elevato (“sartani in associazione”) e rimborsabili dal Servizio sanitario nazionale, deve essere preceduta – spiegano le fiamme gialle - da una cura con farmaci contenenti il medesimo principio attivo ma non in “associazione fissa”, il cui costo è sensibilmente inferiore ai primi (di circa un terzo).

“Dal controllo sulle ricette rimborsate dal Servizio sanitario nazionale (dal 2012 al 2014), è risultato che 482 medici (di Brindisi, Bari, Lecce e Taranto) hanno indebitamente prescritto farmaci per ben 15.541 confezioni arrecando un aggravio al bilancio dell’Asl di Brindisi per quasi 194mila euro. “L’attività si è conclusa con la segnalazione alla Corte dei Conti e all’Asl dei soggetti e delle somme da recuperare”.

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