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Sabato, 4 Dicembre 2021
Cronaca

Manduria imbrogliata dal governo, Mantovano si dimette per protesta

L’emergenza-sbarchi nelle mani di Silvio Berlusconi diventa una tragica sceneggiata malgrado il fermo invito del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Il governo perde pezzi e la faccia al Sud, un governo totalmente nella mani della Lega Nord e il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, fa esattamente ciò che vuole Umberto Bossi, cioè gli immigrati “fora dai ball” ma solo da quelle degli amministratori della Padania. Berlusconi bara in Puglia e il sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano ha deciso di rassegnare le dimissioni. Ciò è avvenuto poco dopo aver ricevuto nelle proprie mani le dimissioni di Paolo Tommasino (Pdl), sindaco di Manduria. Tommasino era a Roma per incontrare il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, per discutere dei problemi legati alla presenza sul territorio della tendopoli per immigrati. La decisione delle dimissioni è stata a sua volta presa da Mantovano dopo la notizia che la prima nave passeggeri che trasferirà gli immigrati da Lampedusa porterà a Taranto, e poi a Manduria, oltre 1.400 persone.

L'emergenza-sbarchi nelle mani di Silvio Berlusconi diventa una tragica sceneggiata malgrado il fermo invito del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Il governo perde pezzi e la faccia al Sud, un governo totalmente nella mani della Lega Nord e il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, fa esattamente ciò che vuole Umberto Bossi, cioè gli immigrati "fora dai ball" ma solo da quelle degli amministratori della Padania. Berlusconi bara in Puglia e il sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano ha deciso di rassegnare le dimissioni. Ciò è avvenuto poco dopo aver ricevuto nelle proprie mani le dimissioni di Paolo Tommasino (Pdl), sindaco di Manduria. Tommasino era a Roma per incontrare il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, per discutere dei problemi legati alla presenza sul territorio della tendopoli per immigrati. La decisione delle dimissioni è stata a sua volta presa da Mantovano dopo la notizia che la prima nave passeggeri che trasferirà gli immigrati da Lampedusa porterà a Taranto, e poi a Manduria, oltre 1.400 persone.

Nei giorni scorsi Mantovano in consiglio comunale a Manduria aveva annunciato, su indicazione del ministro dell'Interno, Maroni, che la tendopoli avrebbe ospitato 1500 immigrati irregolari. Ad oggi erano già oltre 1.300 gli immigrati assistiti a Manduria. La Puglia ospita già tre Cara per richiedenti asilo e due Centri di identificazione ed espulsione. La tendopoli realizzata a Manduria, per la quale il sottosegretario Mantovano si è dimesso, può ospitare in realtà oltre tremila persone. Dalle iniziali 120 tende, che potevano ospitare tra le 700 e le mille persone, si è infatti passati a 400. Significa che se fossero ospitati 6 migranti per tenda (il numero minimo previsto), i posti complessivi salirebbero a 2.400, mentre se ogni tenda accogliesse 8 migranti, si salirebbe a 3.200 posti a disposizione.

Durissime le reazioni dell'opposizione: "Le dimissioni del sottosegretario Mantovano confermano l'irresponsabilità e la superficialità con cui il governo ha gestito la questione dell'immigrazione, senza garantire né il rispetto della dignità dell'essere umano e nè la sicurezza per le popolazioni del Mezzogiorno che hanno generosamente accolto migliaia di persone". Lo ha detto stasera Nicola Latorre, vicepresidente del gruppo Pd al Senato. "Gli show televisivi del presidente del Consiglio evidentemente - dice Latorre - non possono coprire il dramma di una vicenda che andava affrontata in ben altro modo. Se la decisione delle dimissioni di Mantovano sarà confermata, esprimo grande apprezzamento per il suo atteggiamento rigoroso e coerente".

"La poca credibilità di questo governo comincia a produrre lacerazioni al proprio interno. Mantovano non ha bisogno di solidarietà, ha però mostrato coerenza rispetto ad una parola data. Ora è tempo di voltar pagina", è l'opinione del segretario regionale dell'Udc pugliese, Angelo Sanza, commentando la decisione presa dal sottosegretario all'Interno dopo che il premier ha annunciato l'arrivo a Taranto di una nave con a bordo 1.400 immigrati, da trasferire nella tendopoli di Manduria. "È la riprova - afferma Sanza - che a Roma le esigenze del territorio non sono tenute in nessuna considerazione. Non possiamo continuare ad affidare la difesa degli interessi dei cittadini al proprio agire sul territorio, con le istituzioni locali abbandonate al proprio destino, schiacciate tra l'incerto comportamento del governo nazionale e le pressioni della pubblica opinione".

Anche nel territorio è palese l'incertezza seminata dalla politica del governo. Due manifestazioni di segno opposto si sono svolte sulla strada provinciale Manduria - Oria Alla periferia di Oria alcune decine di persone, alle quali la questura di Brindisi ha vietato il corteo, hanno protestato per la presenza della tendopoli, ritenendo che ci siano gravi problemi di sicurezza come sostiene ogni giorno il presidente della Provincia, Massimo Ferrarese. Invece davanti all'ingresso della tendopoli si è svolto un presidio di solidarietà a sostegno degli immigrati da parte di circoli di estrema sinistra e centri sociali, che anche loro rifiutano la presenza della tendopoli. Alcuni esponenti di questi gruppi hanno raccolto indumenti e altro materiale che intendono consegnare agli immigrati. La Asl di Taranto ha messo a disposizione un piccolo team di operatori sanitari e mediatori culturali da supporto agli operatori della tendopoli.

Intanto secco "no" del consiglio comunale di San Pancrazio alla realizzazione di una tendopoli per gli immigrati sulla ex pista militare. Passa all'unanimità, nonostante i distinguo della minoranza, la chiara posizione del sindaco Domenico Francone e della sua maggioranza di centrosinistra confluita in una delibera che, dopo l'acceso dibattito, è stata approvata seppure con delle integrazioni. Il provvedimento rappresenta la chiara posizione della comunità di San Pancrazio Salentino circa una ipotesi, finora ventilata attraverso gli organi di stampa, ma sulla quale, finora, non c'è stato un coinvolgimento diretto dell'ente locale.

Il "niet" del Comune ha un valore virtuale, dato che il governo potrebbe stabilire da un momento all'altro l'allestimento della tendopoli a San Pancrazio Salentino in una struttura chiusa da quasi trent'anni. Tuttavia, da una mappa dei possibili siti destinati ad accogliere i profughi l'ex aeroporto sarebbe addirittura idoneo e pronto ad essere utilizzato. "Una decisione - spiega il sindaco Domenico Francone - dettata da una serie articolata di ragioni che non derivano certo da una mancanza di solidarietà o di senso dell'accoglienza". Di seguito proponiamo il testo integrale della delibera adottata dal consiglio comunale di San Pancrazio Salentino.

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"Il Consiglio Comunale di San Pancrazio Salentino, riunitosi il 30 marzo 2011 in seduta straordinaria ed urgente con all'ordine del giorno "Discussione sulla eventuale realizzazione di una tendopoli nel territorio di San Pancrazio Salentino", essendo venuto a conoscenza , attraverso i mezzi d'informazione, di un eventuale allestimento di un campo di "accoglienza" di migranti provenienti dal Nord Africa, in un'area demaniale, comprendente una vecchia struttura aeroportuale, pur considerando della notizia il carattere d'incertezza, ma, per la sua insistenza, anche di verosimiglianza

ESPRIME IL PROPRIO DISAPPUNTO

per il mancato coinvolgimento degli enti locali, in particolare della Regione Puglia, da parte del governo nazionale nella individuazione delle strutture e dei territori più idonei ad accogliere i migranti nel rispetto della dignità delle persone e del diritto alla sicurezza delle popolazioni locali.

IL CONSIGLIO COMUNALE

espressione dei sentimenti umanitari e di sincera disponibilità all'accoglienza, che caratterizzano la comunità sanpancraziese e, perciò, particolarmente sensibile verso gli aspetti umanitari che il problema riveste, non può non sottolineare, purtroppo, le contraddizioni nella valutazione umanitaria della questione da parte del governo centrale, impedito da essenziali componenti interne a dare risposte risolutive in termini di solidarietà nazionale,

CONVINTO

- che, per risolvere nell'immediato il problema dell'emergenza, uno dei nodi decisivi è rappresentato dalla volontà di coniugare in modo inscindibile sicurezza della popolazione locale e accoglienza dei profughi nel rispetto della loro dignità,

- che questo risultato non può essere conseguito con la realizzazione di improvvisate strutture, prive di urbanizzazione e delle più elementari condizioni di vita civile, che offendono la dignità della persona,

- che tale situazione, che spinge molti profughi ad evadere dai recinti, malgrado l'encomiabile opera delle forze dell'ordine, per allontanarsi attraverso i territori circostanti, è motivo di insicurezza per le popolazioni locali,

- che una delle principali condizioni da evitare è la concentrazione di migliaia di migranti in più campi di "accoglienza", realizzati in un ristretto spazio territoriale;

- che tali condizioni ricorrono, nel caso fosse individuato anche il territorio di San Pancrazio Salentino come area nella quale realizzare un campo di "accoglienza", essendo questa a breve distanza dalla tendopoli di Manduria;

- che tale eventuale soluzione mortifica un territorio e non risolve il problema;

- che un aspetto non secondario da valutare nella scelta delle aree, in cui costruire i campi di "accoglienza", è quello sanitario che non può essere affrontato, in caso di emergenza, con efficacia e tempestività in un territorio sprovvisto del tutto di adeguate strutture;

CONSIDERATO

- che i citati elementi di negatività si presenterebbero se fosse scelto il territorio di San Pancrazio Salentino come sede di un campo di "accoglienza",

IL CONSIGLIO COMUNALE

determinato nella sua volontà di tutelare l'ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini di San Pancrazio, nonché di difendere il diritto dei migranti ad essere accolti nel rispetto della loro dignità umana, che il governo nazionale deve garantire secondo le grandi tradizioni di civiltà dell'Italia,

E S P R I M E

deciso dissenso nei confronti di decisioni che dovessero riguardare, dopo Manduria, anche San Pancrazio Salentino, relative alla costruzione di un campo di "accoglienza" di migranti provenienti dal Nord Africa".

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