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Manifestazione anti migranti davanti alla chiesa: "Noi con don Cosimo"

Il Movimento quattro ottobre e Brindisi Bene Comune si schierano dalla parte del parroco del rione Paradiso, che aveva osteggiato la manifestazione contro l’ipotesi di una tendopoli

Arrivano attestati di solidarietà nei confronti di don Cosimo Zecca, parroco della chiesa di San Nicola, al rione Paradiso, che la scorsa settimana aveva osteggiato la manifestazione contro l’ipotesi (non confermata dall’amministrazione comunale) di realizzare una tendopoli per migranti nei pressi del Cag (Centro di aggregazione giovanile). Brindisi Bene Comune e il “Manifesto quattro ottobre” di Maurizio Portaluri oggi si sono schierati dalla parte del prelato, dopo che ieri lo stesso Comitato Cittadini del Paradiso ha dato vita a un’altra manifestazione contro l’ipotesi della tendopoli, all’esterno della chiesa. 

Riportiamo di seguito gli interventi del Movimento Quattro Ottobre e di Brindisi Bene Comune. 

Il comunicato di Maurizio Portaluri

Il Comitato Cittadini del Paradiso ha contestato in questi giorni a Brindisi il Parroco di San Nicola , don Cosimo Zecca, per aver sostenuto che "la mia chiesa e questa comunità parrocchiale sono aperte a tutti, senza discriminazioni e cercano di vivere il Vangelo che non a caso ha detto: 'ero forestiero e mi avete ospitato'. Quando mi si dice che faccio politica dico: certo, se la politica vuol dire dal termine polis, interEssarsi della città'.

Il Comitato dopo aver manifestato sabato scorso davanti ad una struttura comunale nel quartiere contro l'infondata ipotesi che fosse aperta una tendopoli per ospitare cittadini stranieri oggi alloggiati in un capannone chiamato dormitorio vicino al porto, ha ritenuto di contestare la indisponibilità della comunità parrocchiale di San Nicola a sostenere posizioni discriminatorie e razziste con un sit-in durante la messa vespertina di martedì.

Il gruppo di M4o esprime solidarietà a don Cosimo Zecca e alla comunità parrocchiale di San Nicola e respinge il tentativo di confinare la testimonianza del Vangelo nella pratica di riti e nel rispetto esteriore di precetti al di fuori della storia e dei suoi conflitti. I cristiani stanno dalla parte dei più deboli e degli sfruttati e non comprendono cosa significhi salvare le anime senza salvare l'intera persona dall'ingiustizia. Il vangelo non propone una "salvezza dell'anima" mentre gli uomini e le donne sono fatti oggetto di suprusi da parte di profittatori e di mafie.

Il dormitorio di Via provinciale San Vito va chiuso perchè è un insulto alla dignità umana. I senza tetto, di qualunque nazionalità o etnia, hanno diritto ad una casa e non ad essere rinchiusi in un ghetto. Il Comune possiede decine di beni confiscati alla mafia: li metta a disposizione di tutti i bisognosi di un tetto, i brindisini di Via Arno, gli ospiti del dormitorio e quanti dormono nelle automobili. Questo è un recente indirizzo del Ministero dell'Interno che ha anche indicato di non procede a sgomberi senza aver trovato un'alternativa abitativa.

Molti stranieri poveri a Brindisi vivono già nei diversi quartieri, pagano l'affitto a volte di case fatiscenti, o vivono nelle botteghe di alcuni artigiani o nelle campagne dove lavorano. La paura che si spostino al Paradiso nasce dalla mancanza di conoscenza della realtà.
Il quartiere Paradiso ha ben altri problemi: una mortalità generale più alta dell'intera città dovuta alla povertà della sua popolazione, la mancanza di servizi essenziali, vandalismo, bullismo, spaccio di droga, un degrado urbanistico che incide sulla condizione psicosociale di molte persone. Per questo esprimiamo piena solidarietà alla Comunità Parrocchiale di San Nicola ed al suo parroco perchè crede e opera per una società più giusta in coerenza col Vangelo.

La nota di Brindisi Bene Comune

Brindisi Bene Comune esprime solidarietà e vicinanza a Don Cosimo Zecca, parroco della Parrocchia del Paradiso,  contestato da alcune associazioni per aver ribadito durante le sue omelie i valori universali di pace e fraternità di cui è autentico testimone. L’assenza di una comunicazione tempestiva e chiara da parte della struttura commissariale su questa vicenda dà spazio a ipotesi o congetture e strumentalizzazioni,  ma l'espressione del dissenso non può assumere i toni di questi ultimi giorni, contrapporre la presenza degli immigrati ad una minaccia per la famiglia alimenta un pensiero discriminatorio e razzista. 

Fomentare la paura in una città piena di emergenze non è la direzione da prendere, anzi è una deriva pericolosa da scongiurare. Il nostro appello è a tutta la città democratica, accogliente e solidale che non può assistere in silenzio a quanto sta accadendo in città, lavoriamo in maniera integrata per trovare soluzioni condivise  che assicurino il pieno rispetto della dignità di tutte e di tutti.

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