Mantovano spara a zero: nel Brindisino "consenso sociale" alla criminalità

ROMA - Senza citare nè testate, nè nomi, il sottosegretario Alfredo Mantovano oggi ha riproposto le accuse di "consenso sociale" alla criminalità che egli avrebbe colto negli ultimi tempi nel Brindisino. Lo ha già fatto alcuni giorni fa a San Pietro Vernotico sventolando un quotidiano locale (uno solo) che si era occupato dei funerali di Gianluca Saponaro, pregiudicato ucciso il 19 giugno a Cellino S.Marco, lo ha rifatto oggi a Roma in occasione della presentazione di una ricerca del Cnel sul tema sicurezza.

Mantovano

ROMA - Senza citare nè testate, nè nomi, il sottosegretario Alfredo Mantovano oggi ha riproposto le accuse di "consenso sociale" alla criminalità che egli avrebbe colto negli ultimi tempi nel Brindisino. Lo ha già fatto alcuni giorni fa a San Pietro Vernotico sventolando un quotidiano locale (uno solo) che si era occupato dei funerali di Gianluca Saponaro, pregiudicato ucciso il 19 giugno a Cellino S.Marco, lo ha rifatto oggi a Roma in occasione della presentazione di una ricerca del Cnel sul tema sicurezza.

"C'è un consenso sociale alle realtà criminali che preoccupa, specie quando è enfatizzato dai media", ha detto Mantovano parlando di alcuni casi che egli ha colto in Puglia, ma soprattutto a Brindisi. A Cellino San Marco infatti, "alcuni giorni fa è stato ucciso un criminale di medio calibro ed al funerale c'era il sindaco e una folla di centinaia di persone e la stampa locale ha definito l'uomo come un benefattore". Sempre nell'inserto locale di un giornale, ma questa volta di Foggia, ha accusato Mantovano, "è stata poi data grande enfasi alla lettera di un latitante che si presentava come un perseguitato, mentre è stata liquidata in poche righe la riunione tecnica delle forze e dell'ordine e della magistratura a Manfredonia presieduta dal ministro dell'Interno, Maroni".

Poi il sottosegretario ha citato il caso di una recente seduta dell'assemblea consiliare di Brindisi dove - secondo lui -  "un consiglio comunale è stato interrotto dai costruttori di case abusive che protestavano contro le ordinanze di abbattimento e di nuovo la stampa locale ha dato ampio spazio alle ragioni degli abusivi". Ma dovrebbe trattarsi dei proprietari di ville del villaggio di Acque Chiare nei confronti dei quali non vi sono ordinanze di demolòiziaone, nè tanto meno sentenze già pronunciate.

"Non voglio - ha precisato il sottosegretario - alimentare polemiche contro la stampa, anche perchè questi fatti riguardano prevalentemente fogli locali, ma credo che tutti debbano fare la propria parte contro la criminalità". Le polemiche non mancheranno. Il sindaco di Cellino ha già risposto recentemente, spiegando che non intente anteporre la politica alla sua missione di avvocato penalista e al diritto-dovere di difesa sancito dalla Costituzione.

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