Crisi Dema: "Marcia da Brindisi a Bari a sostegno dei lavoratori"

Mobilitazione organizzata dal sindacato Cobas per mercoledì 27 maggio. Appuntamento alle 6.30 all'incrocio della morte

Foto d'archivio

BRINDISI – Il sindacato Cobas organizza per mercoledì 27 maggio una simbolica marcia da Brindisi a Bari a sostegno dei lavoratori del gruppo Dema, azienda del gruppo Dema che sta attraversando un periodo di grave crisi a causa di un’esposizione debitoria di circa 38 milioni con l’Inps, sulla cui rateizzazione non è ancora stato raggiunto un accordo. Il segretario provinciale del sindacato, Roberto Aprile, dà appuntamento per il 27 maggio, alle ore 6,30, al rondò della strada statale 7 per Taranto (il cosiddetto incrocio della morte).

La vertenza riguarda, come rimarcato da Aprile, 300 lavoratori, fra i 100 in servizio presso gli stabilimenti Dema e i colleghi alle dipendenze delle aziende Dar e Dcm, nate dal fallimento dell’ex Gse. Il Cobas ricorda che la Dema “ha fatto una proposta di restituzione del debito in 10 anni ma l’Inps ha risposto che per legge non si può concedere una dilazione superiore ai 5 anni”.

Dema a rischio chiusura: Interrogazione parlamentare

“Questa situazione – prosegue Aprile - può portare nelle prossime settimane al fallimento della società Dema su possibile decisione del tribunale di Nola (Napoli), con pesanti risvolti per l’occupazione” “La marcia per il lavoro – afferma ancora il sindacalista - ha l’obiettivo di chiedere al governo nazionale e regionale risposte precise”. Il programma dell’iniziativa: mercoledì 27 maggio alle ore 6,30 appuntamento all’incrocio di via Appia; partenza in corteo alle ore 7,00, rispettando le misure nuove adottate dal governo, per un paio di chilometri fino alla prima area di servizio per Bari; da lì si prosegue in auto alla volta di Bari; arrivati sul lungomare di Bari, lasciare le auto e un nuovo corteo fino alla presidenza della Regione Puglia. A Bari si chieder un incontro con il presidente della Regione, Michele Emiliano. 

“Dopo questa iniziativa – conclude aprile - dobbiamo puntare a realizzare, certi di aver costruito un ampio fronte sociale, una manifestazione a Montecitorio dove chiedere direttamente un incontro con il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ed il ministro del Lavoro, Stefano Patuanelli, per chiedere vere soluzioni  a questa disastrosa situazione”. 

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