Domenica, 14 Luglio 2024
Cronaca Torchiarolo

Il container del progetto per la produzione di energia sostenibile diventa un relitto

E' andato distrutto a causa delle mareggiate e il materiale che conteneva e di cui è composto è finito in mare. Gli abitanti della zona, avendo assistito nel tempo alle opere di posizionamento, si dicono preoccupati

TORRE SAN GENNARO – Le forti mareggiate degli ultimi giorni hanno travolto e danneggiato un container posizionato a largo di Torre San Gennaro, marina di Torchiarolo, precisamente in località “Mare te le fimmine”, installato in mare nell’ambito di un progetto riguardante la produzione di energia sostenibile e rinnovabile attraverso il moto ondoso. Purtroppo il container è andato distrutto e il materiale che conteneva e di cui è composto è finito in mare. Gli abitanti della zona, avendo assistito nel tempo alle opere di posizionamento, si dicono preoccupati sulle conseguenze ambientali relative alla dispersione dei detriti.

Posizionamento container

Inoltre, al momento, sussiste anche un problema legato alla sicurezza: il relitto è arenato sui frangi flutti facilmente raggiungibili a piedi, a pochi metri dalla battigia. In molti, incuriositi, si sono avvicinati per fotografarlo, vederlo da vicino, toccarlo. Qualcuno è anche entrato nei resti del grande cassone, con tutti i rischi del caso. Da quanto si apprende la ditta che si è occupata dell’installazione ha informato la Capitaneria di Porto per le operazioni di rimozione che saranno eseguite non appena le condizioni meteomarine lo consentiranno. Ci si chiede, intanto, se verranno rimossi anche tutti i detriti finiti in mare o se un progetto ideato con finalità ecosostenibili, ancora una volta, diventerà un danno per il territorio. 

I resti del container

I lavori per la realizzazione di questa nuova opera che dovrebbe produrre energia sfruttando le onde del mare, sono andati avanti per tutta la stagione estiva tra il malcontento dei residenti della zona per il forte impatto sul paesaggio provocato dai mezzi in mare, oltre che tra preoccupazione per la salute delle acque e disagi legati ai rumori continui. Qualcuno si chiede se era davvero necessario avviare queste opere in piena stagione estiva su un territorio già penalizzato dalla presenza di grossi impianti industriali. 

Il Progetto 

“Il progetto, totalmente innovativo prevede di captare l’energia posseduta dalle onde marine anche di piccola taglia, tipiche del Mar Mediterraneo, per produrre energia sostenibile. Il progetto che si propone  prende spunto dall’osservazione dello scenario naturale offerto delle onde frangenti  e prevede, essenzialmente, la costruzione di una successione di vasche modulari in calcestruzzo, a sviluppo allungato, poste in mare, parzialmente immerse, in direzione ortogonale alla direzione dominante delle onde” Si legge sul sito internet della Geco-global engineering constructions s.r.l, ideatrice di questo progetto che si chiama “Sewat ( Sustainable Energy by WAves Trap)”

“Si tratta a tutti gli effetti di un bacino idroelettrico in mare, che, seppur di piccole dimensioni, è alimentato continuamente dalle onde del mare. L’idea innovativa è appunto il sistema di captazione delle onde e il modo di sfruttarne l’energia. L’energia elettrica prodotta può essere immessa in rete o preferenzialmente può essere usata in loco per la produzione di idrogeno consentendo un auspicabile sviluppo della relativa filiera. La realizzazione del progetto, che può avvenire con moduli indipendenti ed autonomamente funzionanti che possono essere replicati indefinitamente lungo tutta la costa, renderà possibile la produzione di energia a costi molto competitivi, in quantitativi tali da ridimensionare drasticamente il ruolo delle energie fossili tradizionali che oggi, invece, rivestono un ruolo primario e strategico”.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Il container del progetto per la produzione di energia sostenibile diventa un relitto
BrindisiReport è in caricamento