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Le piante di Cannabis sequestrate

Le piante di Cannabis sequestrate

Marijuana made in Oria coltivata in un boschetto e sui tetti. Traditi da una foto

ORIA - Ci sono stati sei mesi circa, sulle tracce dei coltivatori di marijuana. Ma alla fine a quel boschetto e a alla serra segreta in cima ad una casa diroccata nel centro urbano di Oria, i finanzieri della compagnia di Francavilla Fontana ci sono arrivati. E proprio quando una delle persone coinvolte nella gestione delle due piantagioni stava annaffiando le sue rigogliose piante di Cannabis indica, da cui -come sanno ormai tutti- si ricavano due droghe cosiddette leggere: la marijuana dalle foglie, e l'hascisc dall'olio. In galera è finito il 24enne Andrea Pignatelli.

ORIA - Ci sono stati sei mesi circa, sulle tracce dei coltivatori di marijuana. Ma alla fine a quel boschetto e a alla serra segreta in cima ad una casa diroccata nel centro urbano di Oria, i finanzieri della compagnia di Francavilla Fontana ci sono arrivati. E proprio quando una delle persone coinvolte nella gestione delle due piantagioni stava annaffiando le sue rigogliose piante di Cannabis indica, da cui -come sanno ormai tutti- si ricavano due droghe cosiddette leggere: la marijuana dalle foglie, e l'hascisc dall'olio. In galera è finito il 24enne Andrea Pignatelli.

Si può tranquillamente affermare che Pignatelli si sia dato la zappa sui piedi, quando alla fine dello scorso anno fu fermato assieme ad un altro giovane, e trovato in possesso di 3,5 grammi di marijuana. I due avevano anche un pc che presentava una foto interessante come sfondo del desktop: un bel boschetto, certamente della zona. Peccato che tra alberi e macchie fossero visibili anche alcune piante ben sviluppate di Cannabis, dalle inconfondibili foglie lanceolate. "Non l'abbiamo scattata noi -si difesero i due fermati- ma l'abbiamo scaricata da Internet". In quel pc, comunque, di foto sospette ce n'erano un'altra ventina. E da quel punto è stata avviata l'indagine chiusa ieri dal maggiore Benedetto Labianca e dai suoi uomini.

Era necessario intanto localizzare il famoso boschetto, e ciò è avvenuto con l'ausilio di alcuni tecnici del Comune di Oria: si trova in località Monteimpisi, una zona di interesse archeologico attigua alla città. Parallelamente erano cominciati anche i pedinamenti e le osservazioni con il binocolo. In questo modo, la Guardia di Finanza ha localizzato la casa abbandonata in via Beneficio 25. Pignatelli passava dal tetto, saltandovi da un vicino costone. Poi non si riusciva a capire cosa facesse nel fabbricato. Il momento del blitz è arrivato quando Andrea Pignatelli, in bici e con un carico di bottiglie d'acqua, si è recato al boschetto per annaffiare le piante di canapa indiana che vi crescevano. E' stato bloccato proprio mentre era intento a dispensare queste cure alla sua piccola piantagione, quando non avrebbe più potuto negare l'evidenza.

Alla perquisizione della casa, invece, si è provveduto subito dopo, con l'ausilio di una lunga scala. Sul tetto c'era una serra realizzata in maniera artigianale ma molto efficace: copertura in plexigas, addirittuta sensori di temperatura che attivavano automaticamente lampase alogene e una stufetta per non fare mancare il calore ai germogli di Cannabis sistemati in una lunga teoria di vasi, e un sistema di specchi per concentrare ancor più la luce sulle stesse piante. la presenza poi di alcune confezioni di marijuana pronta per la vendita ha aggiunto al reato di coltivazione di sostanze stupefacenti, anche quella di spaccio.

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