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Marino: "Immorale e miope penalizzare i lavoratori del Teatro Verdi"

Il consigliere comunale contesta la decisione dell'amministrazione comunale di tagliare i compensi dei dipendenti e della dirigente della Fondazione, per evitare tagli del personale

Riceviamo e pubblichiamo una nota del consigliere comunale Nando Marino, riguardo la decisione dell'amministrazione comunale di tagliare gli stipendi del dirigente e dei dipendenti della fondazione "Nuovo teatro Verdi", per evitare il taglio del personale.

E’ immorale e miope la scelta di far ricadere sul sacrificio dei lavoratori lo svolgimento della nuova stagione del Teatro Verdi. È quanto afferma Nando Marino dopo la notizia che il Comune di Brindisi, attraverso una lettera, ha messo alle spalle al muro i dipendenti della Fondazione Verdi obbligandoli a scegliere tra una sensibile riduzione dello stipendio ed il licenziamento.

E’ immorale perché i lavoratori vanno rispettati e valorizzati, soprattutto quando hanno contribuito ad offrire un cartellone con spettacoli che portano in scena nomi e titoli di grande richiamo. Solo per restare all’ultima stagione ricordiamo i concerto di Mario Biondi e Ezio Bosso, gli spettacoli di Beppe e Rosario Fiorello, le commedie con Ferilli, De Filippo, Salemme e Rubini. E la gente ha risposto alla qualità della proposta con grandi numeri in termini di partecipazione.

Nessuno mette in dubbio che la Fondazione debba essere risanata soprattutto dopo la defaillance della Provincia, ma l’equilibrio finanziario va ricercato senza far ricadere sui lavoratori responsabilità altrui. Possiamo essere d’accordo sul taglio dei costi e sull’abbattimento degli sprechi (ove sussistenti), ma non si può proprio prescindere da un piano di rilancio che preveda anche un ampliamento delle entrate, ad esempio attraverso la ricerca di nuovi sponsor.

In questo senso la decisione dell’Amministrazione Comunale è miope perché non guarda avanti, non ha alcun respiro, non offre nessuna prospettiva per il futuro. Una gestione oculata è quella che sa contenere i costi, valorizzare gli operatori e guardare al reperimento di nuove fonti di finanziamento.

Invece per la Fondazione Verdi si fanno le cose in maniera sbilanciata chiedendo sacrifici ai lavoratori senza impegnarsi concretamente per garantire l’ingresso di nuovi sponsor, ovvero di quei famosi privati cui il commissario straordinario, Cesare Castelli, aveva aperto la scorsa estate modificando in tal senso lo statuto della Fondazione.

Il Teatro Verdi ha svolto negli anni la funzione di braccio operativo in house delle politiche culturali del Comune. Questo ruolo deve essere accresciuto e lo si può fare affiancando alla fondazione un soggetto che si occupi di reperire fonti di finanziamento. In tal caso, sarò tra i primi a sostenerlo.

Se poi vogliono tagliare le spese per gli stipendi – conclude Marino –, piuttosto che penalizzare personale brindisino che ha dimostrato tutto il proprio valore, l’Amministrazione ha l’imbarazzo della scelta. Per esempio può iniziare a fare a meno delle spese folli per lo staff o di quella - del tutto superflua - per l’Assessore “al nulla”, l’amico personale di San Vito al quale la Carluccio ha affidato una delega di ignota utilità pubblica.

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