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Marlboro-lire: nuovo sequestro antimafia

BRINDISI - Nei guai, e in applicazione della normativa antimafia, l’imprenditore brindisino Oscar Cannone, già giudicato per aver riciclato il denaro proveniente dalle attività illecite del padre Ciro. Stavolta è una misura patrimoniale quella che è stata eseguita dal Nucleo di polizia tributaria.

BRINDISI - Nei guai, e in applicazione della normativa antimafia, l'imprenditore brindisino Oscar Cannone, già giudicato per aver riciclato il denaro proveniente dalle attività illecite del padre Ciro. Stavolta è una misura patrimoniale quella che è stata eseguita dai militari del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Brindisi che, a seguito di indagine coordinata dal pm Giuseppe De Nozza, hanno sottoposto a sequestro beni per 2 milioni e mezzo di euro.

Si tratta di un'azienda e di vari immobili riconducibili a Cannone junior, di Brindisi, dal valore "sproporzionato", secondo la tesi dell'accusa, rispetto ai redditi dichiarati. Nel luglio scorso era stato eseguito a carico dell'intero nucleo famigliare un sequestro anticipato antimafia del valore di 714 mila euro: nel mirino della Finanza una villa al Casale, quattro autovetture, un rimorchio, una moto e un gommone.

Nell'aprile precedente erano stati apposti i sigilli a un patrimonio pari a un milione e 700 mila euro: la ditta Euro Plast Srl e poi ancora disponibilità finanziarie e mezzi. Nel marzo 2010 fu disposto un provvedimento di confisca, nell'ambito dell'operazione Cash Flow II che si inseriva in una più ampia indagine su fatti compiuti a partire dal 1999, per 4 milioni di euro.

Nell'elenco c'erano due società, la Nuova Resine Sud e la American Plast, due appartamenti, quattro garage, sette auto di lusso, un capannone di 2mila metri quadrati, un terreno edificabile di oltre mille, tutti i macchinari e i mobili trovati all'interno, 200 mila euro depositati in conti bancari e altro denaro contante.

Oscar Cannone è difeso dagli avvocati Giuliano Calabrese e Giacomo Serio: è sottoposto alla sorveglianza speciale di pubblica sicurezza per 4 anni, oltre ad avere precedenti per riciclaggio, accusa legata a doppio filo all'attività di contrabbando di tabacchi lavorati esteri del padre.

 

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