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I due marò italiani

I due marò italiani

Marò, ancora carcere e rinvii

NEW DELHI – Ancora quattordici giorni di custodia cautelare per i sottufficiali del Reggimento San Marco detenuti in India, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, e rinvio anche del rilascio della petroliera Enrica Lexie, mentre la Corte Suprema di New Delhi contesta anche l’accordo tra l’Italia e le famiglie dei due pescatori morti nell’incidente del 15 febbraio scorso in acque internazionali. Resta intricata ed estenuante la vicenda giudiziaria in cui l’Italia sta cercando di salvaguardare la sorte dei propri militari, reclamando la giurisdizione a giudicare i fatti – secondo le normative internazionali – e nel contempo non inasprire le relazioni con l’India.

NEW DELHI - Ancora quattordici giorni di custodia cautelare per i sottufficiali del Reggimento San Marco detenuti in India, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, e rinvio anche del rilascio della petroliera Enrica Lexie, mentre la Corte Suprema di New Delhi contesta anche l'accordo tra l'Italia e le famiglie dei due pescatori morti nell'incidente del 15 febbraio scorso in acque internazionali. Resta intricata ed estenuante la vicenda giudiziaria in cui l'Italia sta cercando di salvaguardare la sorte dei propri militari, reclamando la giurisdizione a giudicare i fatti - secondo le normative internazionali - e nel contempo non inasprire le relazioni con l'India.

La Corte Suprema di New Delhi ha aggiornato a domani l'udienza relativa sul rilascio della petroliera Enrica Lexie, dalla quale secondo la polizia indiana sarebbero parti i colpi di armi automatiche che avrebbe centrato un peschereccio scambiato per imbarcazione pirata. Il rinvio è stato necessario per permettere agli avvocato dell'armatore italiano di consultarsi con il governo nazionale in merito ad alcune condizioni poste sui quattro marò che si trovano a bordo e che potrebbero essere chiamati a testimoniare nel corso di un eventuale processo a carico di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone.

Il massimo organo giudiziario indiano ha riconosciuto il diritto del mercantile italiano di proseguire il suo viaggio in quanto non c'è nessuna accusa a carico dell'equipaggio o dei quattro fucilieri a bordo. "Non abbiamo nessun diritto a detenere delle persone per oltre due mesi e mezzo sulla nave" ha detto il giudice riferendosi all'equipaggio della Lexie e ai quattro marò dell'unità di anti pirateria. Sia il legale del governo indiano che dello stato del Kerala hanno espresso il loro parere favorevole al rilascio ponendo però alcune condizioni. Tra queste c'è che la nave, l'equipaggio e i marò si presentino, con un adeguato preavviso, nel caso in cui fosse necessario nel corso del dibattimento penale.

A garanzia di ciò, l'avvocato che rappresenta in giudizio il governo del Kerala, ha chiesto una somma in denaro a garanzia che il capitano, l'equipaggio o la stessa nave compaiano, se ne necessario davanti alle autorità giudiziarie indiane. Ha poi chiesto anche un impegno scritto da parte del governo italiano per quanto riguarda i quattro marò. Il legale dell'armatore ha però replicato di non poter garantire a proposito dei militari italiani e che per questi ultimi è necessario l'intervento del governo. A questo punto, il giudice ha deciso di rinviare la seduta in attesa di un chiarimento su questa specifica questione prima di emettere la sentenza dove si autorizza la partenza della petroliera, come deciso dal giudice di primo grado dell'Alta Corte del Kerala.

La Corte Suprema indiana ha inoltre contestato oggi gli accordi di conciliazione firmati presso l'Alta Corte del Kerala dai familiari dei due pescatori uccisi e dal proprietario del peschereccio coinvolto nell'incidente del 15 febbraio. La questione è stata sollevata sempre durante l'esame del ricorso sul rilascio della petroliera Enrica Lexie. Un giudice ha detto che il compromesso deve essere annullato perchè è contro le leggi indiane.

Passando invece al procedimento penale connesso all'incidente, che si sta svolgendo davanti al tribunale del Kollam,il magistrato capo che è competente per l'istruttoria contro i marò, ha convocato la prossima udienza per l'11 maggio, prima della scadenza naturale delle nuove due settimane di custodia. L'anticipo della seduta è stato necessario per via della chiusura del tribunale per festività. Il rinvio dei termini di carcerazione era previsto in quanto la polizia del Kerala non ha ancora concluso le indagini e quindi non è ancora in grado di formalizzare le accuse a carico di Latorre e Girone. Al termine dell'udienza i due fucilieri, accompagnati da ufficiali della Marina Italiana, sono tornati nell'alloggio all'interno del penitenziario di Trivandrum.

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