Marò, attesa verdetto su liberazione

KOCHI – Ancora un prolungamento di due settimane della infinita carcerazione preventiva dei due sottufficiali pugliesi del Reggimento San Marco, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, a meno che il giudice istruttore del tribunale del Kollam, competente per gli aspetti penali della vicenda, alle 16 ora indiana (le 12 ora italiana) si pronunci favorevolmente alla domanda di libertà provvisoria presentata stamani in udienza dai legali dei due fucilieri di marina.

Latorre e Girone scortati dalla polizia indiana

KOCHI – Ancora un prolungamento di due settimane della infinita carcerazione preventiva dei due sottufficiali pugliesi del Reggimento San Marco, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, a meno che il giudice istruttore del tribunale del Kollam, competente per gli aspetti penali della vicenda, alle 16 ora indiana (le 12 ora italiana) si pronunci favorevolmente alla domanda di libertà provvisoria presentata stamani in udienza dai legali dei due fucilieri di marina.

Intanto, come già detto, il magistrato del Kollam, nello stato meridionale indiano del Kerala, ha esteso la carcerazione preventiva per i due marò fino al 25 maggio salvo eventuale revoca. Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, attualmente detenuti nel carcere di Trivandrum con l'accusa di aver ucciso due pescatori indiani scambiati per pirati, lo scorso 15 febbraio, attendo dunque la decisione in arrivo tra poche ore. La richiesta della libertà dietro cauzione è stata resa possibile da una recente ordinanza della Corte Suprema di New Delhi, in cui si precisa che l'esistenza di un ricorso dell'Italia per incostituzionalità dell'arresto dei marò presso la stessa Corte “on preclude la possibilità di una loro richiesta di libertà dietro cauzione”.

Ieri il tribunale di Kollam aveva autorizzato il dissequestro del peschereccio St. Anthony su cui lo scorso 15 febbraio sono stati uccisi due pescatori in un incidente di cui sono accusati due marò italiani. L'imbarcazione, che si trova nel porto di Neendakara sotto la sorveglianza della guardia costiera, potrà rientrare in possesso del proprietario, Freddy Bosco, dopo il soddisfacimento di alcune condizioni. Tra queste c'è l'obbligo di presentarsi alla polizia ogni due settimane e di non alterare le parti che sono state danneggiate dai proiettili e che potranno costituire un importante indizio in un eventuale processo.

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Il giorno precedente il team investigativo speciale (Sit), che indaga sul caso, aveva dato il suo via libera al rilascio ponendo però diverse condizioni sulla necessità di preservare i segni della raffica di proiettili che hanno ucciso due uomini dell'equipaggio.

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