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Cronaca

Marò, chiesta libertà su cauzione

BRINDISI - Novità nella vicenda dei due sottufficiali del Reggimento San Marco, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, detenuti dal tribunale di Kochi in attesa di giudizio, per l’omicidio dei due pescatori indiani scambiati per pirati, lo scorso 15 febbraio. I legali dei marò hanno presentato oggi un ricorso presso la “Session Court” di Kollam per ottenere un provvedimento di libertà dietro cauzione. Il ricorso ha fatto seguito ad una prima petizione su questo argomento, respinta l’11 maggio per motivi tecnici da un giudice di primo grado.

BRINDISI - Novità nella vicenda dei due sottufficiali del Reggimento San Marco, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, detenuti dal tribunale di Kochi in attesa di giudizio, per l'omicidio dei due pescatori indiani scambiati per pirati, lo scorso 15 febbraio. I legali dei marò hanno presentato oggi un ricorso presso la "Session Court" di Kollam per ottenere un provvedimento di libertà dietro cauzione. Il ricorso ha fatto seguito ad una prima petizione su questo argomento, respinta l'11 maggio per motivi tecnici da un giudice di primo grado.

Il problema della libertà dietro cauzione potrebbe sorgere nuovamente sabato, allo scadere dei 90 giorni di carcerazione dei marò, qualora il giudice istruttore di Kollam non fosse in grado di decidere il loro rinvio a giudizio. Mentre la giurisdizione italiana si muove con l'obiettivo di far liberare i due sottufficiali, sembra essere sempre più in contrasto la linea seguita dal tribunale indiano, che riceverà dalla polizia locale 150 pagine di indizi a carico dei due fucilieri italiani, affiancati da 50 pagine della perizia balistica sulle armi sequestrate a bordo della petroliera Enrica Lexie al largo della costa del Kerala.

Il Times of India fa sapere che il tribunale inizierà il processo alla fine di maggio, precisando che finora sono state formalizzate le accuse soltanto contro i due militari, lasciando intendere che potrebbero non essere gli unici nell'atto di accusa. Tuttavia, la richiesta giunta dai legali dei due militari, in merito al loro trasferimento in una struttura che non fosse il carcere di Trivandrum, è stata accolta dalle autorità locali. Si tratterà della Borstal School di Kochi, un ex carcere minorile, che già in aprile era stata designata da parte della delegazione italiana come possibile struttura alternativa alla prigione. La firma sul decreto che dispone la sistemazione di questa struttura, è stata apposta pochi minuti prima della scorsa mezzanotte, entro il limite massimo che per questo era stato posto dalla Corte suprema di New Delhi.

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