Giovedì, 13 Maggio 2021
Cronaca

Marò: il tribunale dell'Aja rimanda in Italia Salvatore Girone

Salvatore Girone tornerà in Italia in attesa dell'esito dell'arbitrato che dovrà stabilire la competenza sul caso dell'uccisione di due pescatori indiani durante una missione antipirateria. Il Tribunale internazionale dell'Aja ha accolto una richiesta in questo senso avanzata dall'Italia

Salvatore Girone, a sinistra, e Massimiliano Latorre, nei giorni succesivi all'arresto in India. Sotto, Girone durante una licenza in Italia

Salvatore Girone tornerà in Italia in attesa dell'esito dell'arbitrato che dovrà stabilire la competenza sul caso dell'uccisione di due pescatori indiani durante una missione antipirateria. Il Tribunale internazionale dell'Aja ha accolto una richiesta in questo senso avanzata dall'Italia. Tempi brevi per il ritorno in Italia del marò: solo il tempo di sbrigare le pratiche burocratiche relative al militare italiano, da oltre quattro anni trattenuto in India.

Il governo italiano, dopo la decisione del Tribunale dell'Aja, si legge in una nota della Farnesina, "conta su un atteggiamento costruttivo dell'India anche nelle fasi successive e di merito della controversia". Le condizioni del rientro di Girone saranno concordate tra Italia e India. Il governo, si legge nella nota del ministero degli Esteri, ha lavorato per sottoporre l'intera vicenda all'arbitrato internazionale e, in questo quadro, riportare a casa i due fucilieri di Marina. L'ordinanza annunciata apre la strada a questo risultato.

Si tratta quindi di una buona notizia per i due fucilieri, le loro famiglie e per le ragioni sostenute dal governo e dai nostri legali. La decisione del Tribunale dell’Aja recepisce le considerazioni legali e di ordine umanitario derivanti dalla permanenza di Girone in India da oltre quattro anni e che avrebbe potuto prolungarsi per altri due o tre anni, tenuto conto della prevista durata del procedimento arbitrale. Il governo avvierà immediatamente le consultazioni con l'India affinché siano in breve tempo definite e concordate le condizioni per dare seguito alla decisione del Tribunale arbitrale.

Il governo, conclude la nota della Farnesina, sottolinea che la decisione odierna del Tribunale relativa alle misure richieste dall’Italia in favore del sergente Girone non influisce sul prosieguo del procedimento arbitrale, che dovrà definire se spetti all'Italia o all'India la giurisdizione sul caso della petroliera Enrica Lexie.

Salvatore Girone-2"Ho parlato con Girone, che potrà rientrare in Italia in attesa delle decisioni sull'arbitrato. E' un passo in avanti davvero significativo cui abbiamo lavorato con grande dedizione" ha detto il premier Matteo Renzi a Firenze, nel corso della conferenza stampa con Shinzo Abe, parlando di una "straordinaria notizia". Il premier ha aggiunto: "Voglio mandare un messaggio di amicizia e collaborazione con il grande popolo indiano e con il presidente Modi, siamo sempre pronti a lavorare insieme".

“In questo momento tutta la Puglia gioisce per una notizia straordinaria che è quella del ritorno a casa di Salvatore Girone. La Puglia  - commenta a caldo il governatore Michele Emiliano - non ha smesso mai di seguire la sua vicenda, la sua famiglia. Ho appena ricevuto la telefonata della moglie che mi ha comunicato questa incredibile e bellissima notizia. Certo la battaglia giudiziaria continua, è in corso l’arbitrato internazionale, ma è stato un gesto di grande intelligenza e di grande civiltà quello delle autorità indiane di consentire a Salvatore Girone di tornare in patria durante questo periodo in cui si svolgerà il giudizio arbitrale".

"Credo che questo sia un momento di straordinaria commozione per tutti noi - prosegue Emiliano - anche perchè Salvatore Girone stava facendo solo il suo dovere su ordine del nostro Paese e su una nave che aveva bisogno di protezione e in questo momento è evidente che la Repubblica ha finalmente ottenuto il risultato di riportarlo a casa. Voglio quindi ringraziare tutti coloro che si sono prodigati perché questo potesse avvenire”. Ricordiamo che è da tempo rientrato invece per ragioni di salute l'altro sottufficiale della Brigata Marina San Marco di stanza a Brindisi, Massimiliano Latorre, per curare i postumi di un ictus.

Latorre e Girone erano rispettivamente il comandante e il vice del nucleo antipirateria composto da marò della Brigata Marina San Marco imbarcato sulla petroliera nazionale Enrica Lexie, che rientrò in porto a Kochi nel Kerala su richiesta della guardia costiera indiana, cui acconsentì l'armatore della nave. Secondo le autorità indiane, la petroliera era stata coinvolta nel pomeriggio del 15 febbraio 2012 in un incidente con un peschereccio, il St.Anthony, che i marò avrebbero scambiato per una imbarcazione pirata, uccidendo due membri dell'equipaggio.

L'Italia nega che la nave sia stata coinvolta nel fatto, e comunque in quel momento si trovava in acque internazionali, mentre l'India sostiene l'esatto contrario. Ma i test balistici non hanno affatto provato che siano state le armi del nucleo della Marina Militare imbarcato sulle Lexie a fare fuoco. Ciò malgrado, le autorità indiane sin qui avevano consentito sono a Latorre di rientrare in Italia per un perioro a termine, per curarsi. I due sottufficiali sono accusati di omicidio, ma dopo oltre quattro anni il processo in India è ancora fermo. Di qui il ricorso dell'Italia all'arbitrato internazionale.

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