Marò, parenti partiti per l'India

ROMA - Da ieri, il poster con la foto dei due marò pugliesi Massimiliano Latorre e Salvatore Girone campeggiano sul balcone della rinascimentale facciata di Palazzo Madama con la scritta "Salviamo i nostri marò" che chiede la liberazione dei due militari italiani detenuti nelle carceri indiane. Quattro giorni fa sono partiti i familiari di Girone e Latorre, anche la primogenita di quest'ultimo, verso il Kerala.

Da sinistra, Salvatore Girone e Massimiliano Latorre

ROMA - Da ieri, il poster con la foto dei due marò pugliesi Massimiliano Latorre e Salvatore Girone campeggiano sul balcone della rinascimentale facciata di Palazzo Madama con la scritta "Salviamo i nostri marò" che chiede la liberazione dei due militari italiani detenuti nelle carceri indiane. Quattro giorni fa sono partiti i familiari di Girone e Latorre, anche la primogenita di quest'ultimo, verso il Kerala.

L'iniziativa del poster sul balcone del Senato è stata presa da Domenico Gramazio e Achille Totaro, due senatori del Pdl che hanno preso particolarmente a cuore la vicenda dei due militari e che più volte in aula hanno sollevato la questione, incalzando il governo ad assumere le più adeguate iniziative per riportare in patria i fucilieri di Marina. Al punto che Gramazio, con altri colleghi, ha votato contro la ratifica da parte del Senato lo scorso 25 ottobre del Trattato con l'India per l'esecuzione delle pene in patria, avendo giudicato "assente" l'atteggiamento dell'esecutivo.

C'è invece, un cauto ottimismo da parte dei familiari dei due marò, che il 28 ottobre scorso sono partiti per l'India, dove da otto mesi Massimiliano e Salvatore sono detenuti, sebbene ora liberi su cauzione. "Siamo comunque fiduciosi di riportarli in Italia, di riportarli a casa entro Natale" ha detto Franca Latorre, sorella di Massimiliano. Assieme alla sorella del marò è partita anche la figlia, primogenita di Latorre, Giulia di 18 anni, la nipote Alessandra e da un altro parente, Christian D'Addario.

Per far sentire la vicinanza della Puglia ai due militari, accusati di aver ucciso due pescatori indiani, Franca Latorre gli ha portato alcuni prodotti locali pugliesi come le orecchiette, le frise, i biscotti e le marmellate. Ora si aspetta, l'8 novembre, se non ci saranno ulteriori rinvii, quando la Corte Suprema indiana dovrebbe pronunciarsi sui ricorsi presentati dall'Italia sia in merito all'incostituzionalità dell'operato del Governo del Kerala sia alla giurisdizione sull'incidente di otto mesi fa in cui persero la vita due pescatori di Kochi scambiati per pirati, attribuito dagli inquirenti indiani al nucleo di protezione del Reggimento San Marco imbarcato sulla petroliera Enrica Lexie

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