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Cronaca

Marò, partita la petroliera

KOCHI - La petroliera Enrica Lexie,dopo esser stata in sosta forzata per 80giorni, in seguito ai rilasci e ai permessi concessi è finalmente ripartita ieri dal Sud dell'India e ha fatto rotta per lo Sri Lanka con il suo equipaggio composto da 24 uomini oltre agli altri quattro militari dell'unità anti pirateria del Reggimento San Marco.

KOCHI - La petroliera Enrica Lexie,dopo esser stata in sosta forzata per 80giorni, in seguito ai rilasci e ai permessi concessi è finalmente ripartita ieri dal Sud dell'India e ha fatto rotta per lo Sri Lanka con il suo equipaggio composto da 24 uomini oltre agli altri quattro militari dell'unità anti pirateria del Reggimento San Marco.

La corte suprema aveva acconsentito al rilascio solo se ci fosse stata una fideiussione di 30 milioni di rupie (circa 420 mila euro) depositata presso il registro dell'Alta Corte del Kerala. Il direttore della compagnia armatrice Pio Schiano ha garantito il pagamento, e ha garantito che metterà a dispisizione delle autorità indiane sei membri del personale di bordo, se richiesto ai fini dell'indagine per il processo di Latorre e Girone,che restano intanto rinchiusi nel carcere di Trivandrum accusati di aver ucciso due pescatori indiani confusi per pirati.

Il tribunale ha preso pertanto la sua decisione e ha approvato il nulla osta. ?La Enrica Lexie farà rotta verso lo Sri Lanka, dove farà scalo per qualche piccola riparazione e per l' avvicendamento dei marò a bordo e di metà dell' equipaggio?, afferma Schiano e continua ?navigheremo al largo oltre le 24 miglia nautiche delle acque territoriali e contigue indiane e dopo una navigazione di 26-27 ore arriveremo lunedì in mattinata in Sri Lanka?.

I l responsabile della compagnia di navigazione Fratelli D'amato, ha voluto poi porgere in un intervista le condoglianze alla famiglie delle vittime e afferma ?che è la prima volta che si presenta un caso del genere nella storia della navigazione marittima?. Con la partenza tanto attesa della petroliera si pone fine parzialmente ad una delicata situazione che era ormai in atto dal 15 febbraio. Ora è tutto in mano della Corte Suprema, davanti alla quale l8 maggio si cercherà di ottenere il riconoscimento della giurisdizione nazionale e di processare secondo le leggi italiane i due marò.

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