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Martedì, 30 Novembre 2021
Cronaca

Matrimonio con visita fiscale: la Finanza setaccia l'industria delle nozze

OSTUNI - Lotta all’evasione matrimoniale. Niente a che fare con la slealtà coniugale, naturalmente, che rimane fatto privatissimo. La guerra ingaggiata dalla Guardia di Finanza di Ostuni ha a che fare con questioni molto meno metafisiche: il mare magnum del business legato alle nozze. Chi porta l’anello al dito, ancora lustro di gioielleria, si aspetti di essere convocato da qui a breve presso la compagnia della “fiamme gialle” nella Città Bianca, rendendo conto di banchetti nuziali, addobbi floreali e bomboniere. Le spese, folli o parche, dovranno essere documentate al millesimo. Altrimenti saranno guai per ristoratori, fioristi e negozi d’oggettistica. Ma anche per gli sposi stessi che, se non lo hanno fatto, avrebbero dovuto pretendere le ricevute fiscali dai fornitori.

OSTUNI - Lotta all'evasione matrimoniale. Niente a che fare con la slealtà coniugale, naturalmente, che rimane fatto privatissimo. La guerra ingaggiata dalla Guardia di Finanza di Ostuni ha a che fare con questioni molto meno metafisiche: il mare magnum del business legato alle nozze. Chi porta l'anello al dito, ancora lustro di gioielleria, si aspetti di essere convocato da qui a breve presso la compagnia della "fiamme gialle" nella Città Bianca, rendendo conto di banchetti nuziali, addobbi floreali e bomboniere. Le spese, folli o parche, dovranno essere documentate al millesimo. Altrimenti saranno guai per ristoratori, fioristi e negozi d'oggettistica. Ma anche per gli sposi stessi che, se non lo hanno fatto, avrebbero dovuto pretendere le ricevute fiscali dai fornitori.

L'indagine inaugurata dalla compagnia della Guardia di Finanza di Ostuni, al comando del capitano Antonio Martina, coinvolge diversi comuni della provincia, oltre alla Città Bianca anche Ceglie Messapica, San Vito dei Normanni, San Michele Salentino e Carovigno, ma non è detto che le verifiche non si spingano ben oltre i ristretti confini di competenza della compagnia. Il primo step ha portato i militari direttamente negli uffici comunali, dove è stata inoltrata formale richiesta delle pubblicazioni di matrimonio dell'anno appena trascorso. Anagrafe matrimoniale alla mano, i militari hanno indirizzato alle coppie un questionario, nel quale è stato chiesto agli sposi di specificare il ristorante dove è stato consumato il banchetto nuziale, il fioraio incaricato degli addobbi, il negozio dove sono state acquistate le bomboniere. Idem per l'abito nuziale, di lei e di lui.

Gli investigatori, edotti della materia, non hanno trascurato domande relative alle ultimissime tendenze della moda-sposi, includendo nel questionario anche domande relative alla presenza o meno nel giorno più bello della vita - che resta tale, almeno secondo il vecchio adagio - di wedding planner, gruppi musicali e fuochi pirotecnici. L'obiettivo dell'inchiesta è chiaro: caccia agli evasori, a tutto campo, senza esclusione di colpi. Agli sposi, naturalmente, è chiesto anche di allegare la documentazione relativa alle spese sostenute e se qualcuno ha smarrito le fatture fiscali e quant'altro utile a certificare le spese, poco male: purchè gli esercenti di turno abbiano regolarmente emesso i documenti in questione.

Il secondo step dell'inchiesta infatti, prevede che i militari della guardia di finanza passino in rassegna tutti gli esercizi commerciali segnalati dalle giovani coppie, è per questo che l'indagine potrebbe travalicare i confini provinciali. Non è escluso infatti che i militari coinvolgano i colleghi delle altre compagnie, estendendo l'indagine a macchia d'olio in tutti gli esercizi contattati dagli sposi. Se qualcuno ha festeggiato a Lecce piuttosto che a Brindisi, l'inchiesta potrebbe spingersi legittimamente fino alla sede legale della società, ovunque si trovi. A partire dai ristoranti. Ma anche fioristi, sarti, insomma, tutti i professionisti coinvolti nella realizzazione del sogno nuziale lungo ventiquattr'ore. Chi non ha le carte in regola, cominci a tremare da adesso. O forse ha già iniziato. I giovani sposi già raggiunti dal questionario, lo hanno fatto per primi. Più di qualcuno pare che abbia contattato il proprio legale per chiedere il che fare.

Non sono rari i casi, la Finanza lo sa, in cui per esplicito accordo fra esercente e cliente, si sottoscrivano carte false. Con formule, del tutto illecite, del tipo: il commerciante di turno propone uno sconto sul prezzo complessivo della fornitura a patto che l'interlocutore assenta a un piccolo ritocco (naturalmente al ribasso) sulla fattura. Opzione che quasi sempre trova d'accordo le parti. Insomma, come assai frequentemente avviene per le visite mediche specialistiche. Né più né meno. Chi non ha accettato proposte palesemente illegittime come questa, può dormire sonni tranquilli. Chi ha assentito è già nei guai, perché gli ulteriori ritocchi a posteriori sono praticamente impossibili. Lo sanno molti ristoratori già avvertiti dagli sposi, in un clima di preoccupazione crescente - ma solo per gli evasori.

Insomma, indagini che promettono sviluppi sorprendenti. Nel pieno rispetto del talamo nuziale. Fra moglie e marito non mettere il dito, è la regola, che non sarà certo trasgredita dalla Guardia di Finanza. Ma l'accertamento fiscale, quello ci sta tutto.

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