Martedì, 26 Ottobre 2021
Cronaca

Maxi bando per i rifiuti, sospensiva del Tar a due giorni dalla scadenza

Dal Tar arriva la notizia che congela il nuovo maxi bando per i rifiuti, da 230 milioni di euro, della durata di dieci anni, per i Comuni dell’Aro 2: i giudici amministrativi hanno accolto la richiesta di sospensiva presentata dai legali della società Monteco, secondo i quali il requisito legato alla consistenza del patrimonio netto, pari a 50 milioni di euro, sarebbe troppo restrittivo

BRINDISI – Dal Tar arriva la notizia che congela il nuovo maxi bando per i rifiuti, da 230 milioni di euro, della durata di dieci anni, per i Comuni dell’Aro 2: i giudici amministrativi hanno accolto la richiesta di sospensiva presentata dai legali della società Monteco, secondo i quali il requisito legato alla consistenza del patrimonio netto, pari a 50 milioni di euro, sarebbe troppo restrittivo, tale cioè da limitare il numero dei partecipanti alla gara.

La pronuncia è arrivata oggi, a due giorni dalla scadenza del bando. Tutto bloccato, su ordinanza del Tribunale amministrativo regionale, sezione di Lecce, in attesa della decisione sul merito, per la quale bisognerà aspettare il nuovo anno. L’udienza, infatti, è stata fissata il 27 gennaio. Le ragioni della società Monteco, già titolare del servizio di raccolta dei rifiuti a Brindisi, saranno rappresentate da Federico Massa e Domenico Mastrolia, 
Istanza di contenuto identico è stata presentata dalla cooperativa Ciclat che ha sede a Ravenna, per cui è ragionevole ipotizzare che i giudici si pronunceranno allo stesso modo: sì al congelamento del bando e rinvio per la sentenza di merito. Ricorso anche dalla società Ecologica, attuale gestione del servizio di nettezza urbana, in scadenza a metà mese (.con gli avvocati  Pietro e Luigi Quinto.

Cosa succede adesso? Di certo c’è un altro problema nella gestione del servizio di raccolta dei rifiuti, l’ennesimo, perché alla luce della decisione del Tar, il bando non può andare avanti. E il Comune di Brindisi in qualità di capofila dell’Aro nel quale rientrano Mesagne, San Pietro Vernotico, Callino San Marco, Torhiarolo e San Donaci, dovrà decidere cosa fare per evitare il blocco del servizio.

“Le ditte ricorrenti hanno lamentato nel ricorso la violazione del principio di proporzionalità in relazione ad alcuni requisiti richiesti dal bando di gara”, si legge nella nota spedita dallo studio legale Quinto.

“Il Tar ha rilevato come le richieste dell’amministrazione fossero eccessivamente limitative della partecipazione con particolare riferimento al requisito del patrimonio netto, che la stazione appaltante aveva indicato in 50 milioni di euro. Nel corso dell’udienza i difensori hanno evidenziato come quel requisito sia posseduto da tre sole ditte in Italia e che, quindi, la sua richiesta avrebbe impedito la partecipazione a tutte le imprese locali”, si legge ancora.

“La tesi è stata condivisa dal TAR, che ha sospeso il bando di gara, richiamando i principi di proporzionalità che devono essere applicati dalle amministrazione nella redazione dei bandi di gara”. La decisione sul da farsi in attesa che il nodo legale venga sciolto sarà assunta nelle prossime ore. E’ prevista, infatti, una riunione tra i sindaci dei Comuni dell’Aro 2 e prima ancora tra i funzionari del settore Ambiente, l’assessore al ramo Antonio Monetti e il sindaco di Brindisi Mimmo Consales.

Oggi, una prima ipotesi sul futuro immediato nella gestione del servizio, è arrivata dai Conservatori e Riformisti con Massimiliano Oggiano, consigliere comunale di opposizione: “Visto che a Brindisi dal 16 novembre prossimo, l’impianto di Cdr, passa all’Amiu, la municipalizzata di Bari, perché non seguire la strada dell’affidamento alla stessa società, in modo tale da avere un gestore unico?”, chiede l’esponente del movimento politico che fa capo a Raffaele Fitto. L’Amiu arriva a Brindisi per effetto della decisione del commissario dell’Oga, l’Organo di governo d’ambito, Michele Emiliano.

“Val la pena di ricordare che l’ordinanza per Ecologica è in scadenza e che non è possibile procedere con una proroga”.

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