Cronaca

Maxi conguaglio prelevato dal conto di un pensionato: Enel condannata

Una lettura sbagliata del contatore poteva costare carissima a un pensionato brindisino, A.D.S., che ha visto alleggerirsi il proprio conto corrente di oltre 3mila euro, a titolo di un maxi conguaglio rivendicato dall'Enel Energia

La sede dell'ufficio del giudice di pace

BRINDISI – Una lettura sbagliata del contatore poteva costare carissima a un pensionato brindisino, A.D.S., che ha visto alleggerirsi il proprio conto corrente di oltre 3mila euro, a titolo di un maxi conguaglio rivendicato dall’Enel Energia. Ma il giudice di pace di Brindisi Cosimo Merico ha condannato l’azienda a restituire per intero la somma al proprio utente, poiché non può essere un fruitore del servizio a pagare le conseguenze dell’errato inserimento dei dati relativi alle letture del contatore.

Il giudice ha inoltre bocciato il tentativo di Enel Energia di scaricare le responsabilità sul personale di Enel distribuzione, poiché l’utente aveva diritto di agire contro entrambe o indifferentemente contro una delle due. A.D.S. è stato assistito dagli avvocati dell’Adoc Marco Elia e Marco Masi. 

Il contenzioso con l’Enel inizia il 31 dicembre 2013, quando vennne  addebitata sul conto corrente del pensionato la somma di 3003,98 euroavvocati marco masi e marco elia-2 per un presunto conguaglio del fornitore di Energia elettrica relativo al periodo che va dall’1 dicembre 2007 al 31 agosto 2013. Tale prelievo riguardava una fattura mai recapitata alla famiglia della coppia di anziani. Il brindisino ha subito citato in giudizio l’Enel Energia, chiedendo la restituzione della somma incamerata dall’Enel attraverso il prelievo preautorizzato sul suo conto (a destra, gli avvocato Marco Elia e Marco Masi).

La società si è opposta, sostenendo “di occuparsi soltanto della vendita di energia mentre l’errato inserimento dei dati relativi al contatore è imputabile alla società distributrice e quindi alla Enel distribuzione”. Ma le argomentazioni dell’Enel, come detto, non hanno persuaso il giudice. Lo stesso ha anche chiarito che spetta al gestore “dimostrare la corrispondenza tra il dato fornito dal contatore ed il dato trascritto nella fattura non avendo il consumatore, in mancanza del contatore, alcun mezzo per misurare e quantificare il suo pregresso consumo di energia elettrica”.

In buona sostanza, come si evince dal testo della  sentenza, la società elettrica non ha chiamato in causa la società che distribuisce l’energia e, in tal modo, su eccezione  sollevata dagli avvocati Elia e Masi, il fornitore di energia elettrica non ha potuto dimostrare gli eventuali consumi effettivi dei consumatori.

Nel caso in questione, fra l’altro, il contatore era stato sostituito senza il consenso dell’intestatario e senza la sua presenza. Per questi motivi l’istanza del ricorrente è stata accolta in pieno dal giudice con sentenza emessa lo scorso 17 marzo. L’Enel inoltre è stata condannata a pagare le spese legali. 

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Maxi conguaglio prelevato dal conto di un pensionato: Enel condannata

BrindisiReport è in caricamento