Maxi frode internazionale: la Finanza sequestra patrimonio da 7 milioni di euro

Il preseguo delle indagini dell'operazione Galateo del 2028 ha portato a un nuovo provvedimento della magistratura che ha esteso un imponente decreto di sequestro

BRINDISI - Colpo grosso della Guardia di Finanza di Rimini che, sulla scia dell'operazione "Galateo" del 2018, ha scoperto una sofisticata frode fiscale internazionale nel settore del commercio all’ingrosso di apparati elettronici ed elettrodomestici. Il preseguo delle indagini ha portato a un nuovo provvedimento della magistratura che, su richiesta della Procura della Repubblica di Rimini, ha esteso un imponente decreto di sequestro del valore di oltre 7 milioni di euro, riconducibili al principale indagato. 

Le imprese, tutte romagnole, avevano potuto beneficiare di questa frode utilizzando nella loro contabilità fatture false per un imponibile di circa 62 milioni di euro con una evasione di Iva per oltre 13 milioni di euro. Nei confronti dei cinque amministratori di queste (due residenti a Rimini di 64 e 63 anni, due a Forlì di 55 e 65 anni e uno a Cervia di 46 anni) il gip aveva disposto il sequestro di beni e disponibilità finanziarie. Sono stati questi che, materialemente, avevano beneficiato del giro di fatturazione false mentre gli altri 40 indagati, secondo gli inquirenti delle Fiamme Gialle, sono le "teste di legno" che gestivano il giro delle cartiere.

Nei confronti dei cinque principali indagati, nel 2018, erano state sequestrate quote societarie per un valore di 2,1 milioni di euro, 4 fabbricati per un valore di 1 milione di euro e 7 terreni del valore di 150mila euro. Ulteriori accertamenti erano stati fatti in diverse città d'Italia per individuare ulteriori disponibilità economiche. Nei confronti dei soggetti riminesi era stata sequestrata una società immobiliare di Brindisi, invece a Forlì erano finiti sotto sequestro una villa, due appartamenti e un garage. Ulteriori rogatorie erano state avviate nella Repubblica di San Marino, in Svizzera e nel Pricipato di Monaco. Furono sequestrati un immobile e quattro terreni ubicati a Torchiarolo, intestati a uno degli indagati che risiedeva a San Pietro Vernotico. 

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