Maxi giro di vodka e birra con frode Ue e vendita in nero: in cella Screti junior, indagati brindisini

Vodka, birra, whisky e vino commercializzati in Italia e nell'Unione europea in nero, con relativa frode alle accise, all'Iva e alle imposte in generale. E' su un giro "transnazionale" di drink alcolici che si sono concentrate le indagini della procura di Bologna che ha chiesto e ottenuto l'emissione di 23 ordinanze di custodia cautelare, 17 delle quali eseguite.

BRINDISI - Vodka, birra, whisky e vino commercializzati in Italia e nell’Unione europea in nero, con relativa frode alle accise, all’Iva e alle imposte in generale. E’ su un giro “transnazionale” di drink alcolici che si sono concentrate le indagini della procura di Bologna che ha chiesto e ottenuto l’emissione di 23 ordinanze di custodia cautelare, 17 delle quali eseguite. Tra gli arrestati ci sono due brindisini: Domenico Screti, 47 anni, il figlio del cassiere della Scu, Tonino, difeso dall’avvocato Francesco Cascione e poi ancora Rocco Tarantino, nato a San Pietro Vernotico e residente in Germania, 54 anni. Sono indagati a a piede libero: Giovanni Caputo, 32 anni, di San Pietro Vernotico, e Angelo Barbaarello, 41 anni, residente a Torre Santa Susanna. Uno dei depositi fiscali sequestrati e è a Torre, si chiama: “Beauty Bar società cooperativa”. C’è poi un uomo di Avetrana, di 49 anni, Cosimo Carmelo Cimino.

L’operazione è stata chiamata “Whisky” ed è stata condotta dalla guardia di finanza di Bologna. E’ stata  coordinata dal procuratore di Bologna Roberto Alfonso e dal pm Marco Forte con Eurojust, agenzia europea all'Aja contro la criminalità organizzata. Ha interessato otto regioni (Emilia-Romagna, Lombardia, Toscana, Lazio, Abruzzo, Campania, Puglia e Sicilia). Delle 23 ordinanze di custodia di custodia cautelare, 12 sono in carcere (cinque in Italia e sette all'estero), 10 ai domiciliari con braccialetto elettroinico e un obbligo di presentazione alla polizia: 17 provvedimenti sono stati eseguiti in Italia, mentre i restanti sei in Inghilterra, Irlanda, Germania e Romania.

L'organizzazione criminale, avvalendosi di prestanome e depositi fiscali fittizi (come ad esempio la Drink Service di San Giovanni in Persiceto, nel Bolognese, da dove è partita l'indagine nel 2012), emetteva falsi documenti elettronici e cartacei per il trasporto di partite di alcool dall'estero in Italia: ma la circolazione delle merci non avveniva. I prodotti non venivano infatti realmente spediti, ma venivano rivenduti in nero nei Paesi di origine. I fittizi destinatari della merce, che avrebbero dovuto pagare le accise (le tassazioni relative all'import-export) si dichiaravano però falliti: hanno così evaso 80 milioni in Italia, a cui va aggiunta anche l'evasione per la rivendita in nero all'estero. Le forze dell'ordine hanno inoltre sequestrato immobili, terreni e mezzi per un valore di 10 milioni, oltre attuare un sequestro per l'equivalente di 80 milioni. Sono 60 le persone indagate (il capo dell'organizzazione è un italiano residente a Londra), 51 delle quali italiane, e 46 le società coinvolte. I litri totali di alcool rivenduto in nero è stato di circa 142 milioni (di cui 130 milioni di birra). Sono stati oltre 200 i militari della Finanza impegnati, con la collaborazione di 34 agenti delle Dogane.

Screti e Tarantino sono stati ritenuti parte dell’associazione per delinquere finalizzata alle frodi nonché alla commissione di reati fiscali e bancarotta fraudolenta: in particolare, si legge nel capo di imputazione, “essendo già operativa in vari Paesi Europei (Regno Unito, Francia, Belgio, Olanda, Germania e Italia) una associazione per delinquere di carattere transnazionale dedita alle frodi fiscali in materia di accise” costoro “prendevano parte all’attività svolta, adoperandosi per l’apertura e per la gestione di depositi fiscali destinati alla ricezione solo virtuale di merce con la spedizione, nella realtà destinata a circolare in nero e inviata in luoghi diversi dal deposito fiscale”.

Domenico Screti, arrestato stamani nella sua abitazione di Lecce, era l’amministratore di fatto, secondo l’accusa della Drink Service e della cooperativa Beauty Bar. Secondo l’accusa “intratteneva rapporti con i referenti dell’organizzazione, Rocco Tarantino e Roberto Nazareno, recependone le direttive da impartire ai collaboratori, coordinandoli comunque in parziale autonomia e gestendone l’attività, ritirando in Germania le somme necessarie al pagamento degli altri soggetti coinvolti a vario titolo nell’attività illecita e smistando le quote tra ciascuno di essi, ricercando soggetti disponibili a far parte della rete”.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Terrore in strada: moglie getta acido addosso al marito, lui è grave

  • Aggredito con l'acido dalla moglie: uomo stabile ma gravissimo

  • Uomo ustionato con l'acido: la moglie ora è accusata di tentato omicidio

  • Rapina in pieno giorno: banditi armati di taglierino assaltano banca

  • Temporale sulla città: strade allagate e case senza energia elettrica

  • Covid: nuovo picco di casi in Puglia. Nel Brindisino altri due contagi

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
BrindisiReport è in caricamento