Cronaca

Maxi-retata contro il contrabbando: 88 arresti, sequestri anche a Brindisi

E' entrata in Italia anche attraverso il porto di Brindisi una parte delle circa 530mila stecche di sigarette di contrabbando sequestrate dalla guardia di finanza nell'ambito di due operazioni coordinate, "Alarico" e "Niedermann", che hanno inferto un durissimo colpo a cinque organizzazioni criminali italiane e straniere attive proprio nella gestione di tabacchi lavorati esteri.

BRINDISI – E’ entrata in Italia anche attraverso il porto di Brindisi una parte delle circa 530mila stecche di sigarette di contrabbando sequestrate dalla guardia di finanza nell’ambito di due operazioni coordinate, “Alarico” e “Niedermann”, che hanno inferto un durissimo colpo a cinque organizzazioni criminali italiane e straniere attive proprio nella gestione di tabacchi lavorati esteri (Video). Le indagini hanno visto impegnate per sei anni le fiamme gialle di Trento. In questo arco temporale, i finanzieri hanno messo le mani su oltre 5 milioni di pacchetti, del valore al dettaglio di 27 milioni di euro, con un danno all'Erario accertato per quasi 21 milioni di euro, per Iva, imposte di consumo e dazi doganali evasi, nonché sanzioni elevate per 2,5 miliardi.

Nel corso delle indagini, in flagranza di reato, sono stati effettuati 88 arresti, sequestrati 16,5 tonnellate di sigarette e 60 mezzi di trasporto, del Sigarette nascoste nel pianale di un'auto-2valore di quasi un milione di euro, oltre ad un magazzino e materiale "di copertura" per alcune centinaia di migliaia di euro.

Sono 301 le persone denunciate, di nazionalità italiana, greca, tedesca, russa, ucraina, polacca, moldava, kazaka, bulgara, magiara, lettone, lituana, argentina, rumena e slovacca. Tra gli arrestati a suo tempo, capo di una delle consorterie estere, anche un ucraino alto 2,20 metri, ex campione di pallamano.

Il reato contestato è quello di associazione a delinquere finalizzata al contrabbando di tabacchi, aggravata dalla misura transnazionale dei delitti (nella foto a destra, sigarette nascoste nel pianale di un'auto).

Le investigazioni, avviate nel 2008 con l'operazione Alarico e proseguite, dalla metà del 2010, con l'operazione Niedermann, sono state coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia della procura della Repubblica di Trento e condotte dagli uomini dell'unità specialistica del Gico della guardia di finanza di Trento in collaborazione con la polizia Doganale di Dresda e la Direzione nazionale dell'intelligence e delle indagini doganali di Parigi, grazie ad una costante azione di raccordo e coordinamento internazionale svolta dal II Reparto del comando generale della guardia di finanza.

Gli scambi di informazioni ed investigativi sviluppati dall'organo centrale del Corpo ed intercorsi con le autorità polacche, ungheresi e greche, hanno permesso agli investigatori trentini di ricostruire in tutta Europa l'operatività e gli interessi dei diversi gruppi criminali. Con l'ausilio di moderne tecnologie nel campo delle indagini tecniche ed, in particolare, del tracking gps, è stato inoltre effettuato un continuo monitoraggio dei mezzi e delle persone coinvolte in transito lungo le principali vie di comunicazione del nord-est Italia nonché attraverso le aree portuali del versante adriatico.

I carichi di sigarette arrivavano in Italia da Polonia, Ucraina ed Ungheria nonché dalla Grecia, SIgarette nascoste nella moquette-2attraverso i valichi del Brennero, San Candido, Tarvisio e Trieste ed i porti di Ancona, Bari e Brindisi, per essere destinati al mercato clandestino nazionale, soprattutto a quello dell'area partenopea e dell'agro aversano (nella foto a sinistra, sigarette nascoste in moquette arrotolate).

Le sigarette venivano nascoste a bordo dei più disparati mezzi di trasporto, in particolare autoarticolati ed autoveicoli ma anche ambulanze e camper, sui quali erano stati asportati parte degli interni (sedili ed altro) o realizzati doppi fondi e carichi di copertura. In alcuni casi, le sigarette erano occultate all'interno di finestre, porte e persino rotoli di moquette nonché costosi pannelli solari.

Gran parte dei mezzi sequestrati sono stati assegnati alla Croce Rossa, ai vigili del fuoco ed alla Protezione civile, per essere utilizzati per i fini istituzionali ed, in alcuni casi, hanno preso parte anche a missioni umanitarie durante il terremoto de L'Aquila o l'alluvione in Bosnia, altri sono stati dedicati proprio al contrasto della criminalità organizzata.

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