Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca

Mazzette e accertamenti fiscali, altri quattro patteggiamenti

OSTUNI - Hanno patteggiato altri quattro dei cinque dipendenti dell'Agenzia delle entrate di Ostuni arrestati lo scorso settembre nel corso dell'operazione "Cashmere" per una vicenda di mazzette: non solo denaro, ma anche pranzi luculliani e cappotti in pregiato cashmere. A spese dei contribuenti prescelti per verifiche addomesticate, ma anche dei colleghi onesti (per fortuna la maggior parte).

Compagnia Guardia di Finanza di Ostuni

OSTUNI - Hanno patteggiato altri quattro dei cinque dipendenti dell'Agenzia delle entrate di Ostuni arrestati lo scorso settembre nel corso dell'operazione "Cashmere" per una vicenda di mazzette: non solo denaro, ma anche pranzi luculliani e cappotti in pregiato cashmere. A spese dei contribuenti prescelti per verifiche addomesticate, ma anche dei colleghi onesti (per fortuna la maggior parte).

Salvatore Santoro, 58 anni, di Ceglie Messapica, collaboratore tributario, difeso dall'avvocato Mario Guagliani, è stato condannato a un anno e dieci mesi, pena sospesa; Giovanni Pizzolla, 49 anni, di San Michele Salentino, operatore tributario, difeso da Mario Guagliani, è stato condannato a due anni e nove mesi, dei quali due anni condonati; Alfredo Cisternino, 53 anni, ostunese, coordinatore tributario, difeso dagli avvocati Vittoriano Bruno ed Amilcare Tana, è stato condannato a due anni di reclusione; stessa pena per Antonio Scalera, 33 anni, mesagnese, assistente tributario, difeso da Bruno e Tana.

Altri due imputati, indagati a piede libero perchè le loro posizioni erano marginali, hanno chiesto e ottenuto di essere processati con il rito ordinario che è stato fissato per i prossimi mesi. Si tratta di Vito D'Aprile, 61 anni, nativo di Polignano a Mare, residente a Ostuni, dipendente dell'Agenzia delle Entrate, e Angelo Lotesoriere, 36 anni, di Ostuni, residente a Grottaglie (unico a non essere dipendente dell'Agenzia), la cui firma fu trovata su alcuni assegni finiti nella disponibilità degli arrestati.

Nella vicenda, costellata di mazzette chieste per addomesticare i controlli, fu arrestata una quinta persona: Vincenzo Sgura, 50 anni, ostunese, direttore tributario di servizio. Pochi giorni dopo l' arresto decise di ammettere le proprie responsabilità e ottenne con il patteggiamento la condanna a due anni e dieci mesi di carcere, pena sospesa.

Nessuno dei condannati potrà rientrare al lavoro. Non per la pena ricevuta ma per il reato commesso contro la pubblica amministrazione della quale erano dipendenti. Reati che avevano potuto commettere proprio per quell'impiego pubblico che ricoprivano. La sentenza è stata pronunciata dal giudice per l'udienza preliminare Valerio Fracassi. Il pubblico ministero Luca Bucchieri, in sostituzione del titolare del processo Antonio Negro, ha rappresentato in udienza la pubblica accusa.

L' inchiesta sui sei dipendenti dell' Agenzia delle entrate di Ostuni fu avviata dalla Guardia di Finanza a seguito di esposto di un cittadino di Carovigno che lamentava di avere ricevuto richieste per rendere meno minuziosi i controlli. Il denunciante fece alcuni nomi. Il sostituto procuratore Antonio Negro, titolare dell' inchiesta, ottenne dal giudice per le indagini preliminari Antonia Martalò il decreto per sottoporre a controllo alcune utenze telefoniche.

Accertamenti tecnici che resero possibile ai finanzieri la scoperta del giro di concussioni non indifferente. Chiedevano di tutto: denaro, cappotti in cashmere (da qui il nome dato all'quote operazione), pranzi gratis in ristoranti sottoposti a verifiche o in odore di controlli. Secondo il quadro che venne fuori attraverso le intercettazioni, gli indagati conducevano una vita agiata a spese di coloro che finivano nella lista delle verifiche dell'Agenzia delle Entrate di Ostuni.

Il pm chiese al gip Martalò l'arresto dei cinque. Che furono prelevati dalle rispettive abitazioni lo scorso settembre. Vincenzo Sgura in sede di interrogatorio di garanzia ammise le proprie responsabilità, quindi patteggiò e fu rimesso in libertà. Gli altri, assegnati nel corso dell'inverno agli arresti domiciliari, hanno ottenuto la scarcerazione definitiva il 25 marzo scorso

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