Sabato, 23 Ottobre 2021
Cronaca

Medici di base e pediatri incrociano le braccia: martedì ambulatori chiusi

Medici di base e pediatri incrociano le braccia. I loro studi resteranno chiusi dalle ore 8 alle 20 di domani (19 maggio) nell'ambito di uno sciopero indetto dalle sigle sindacali Fimmg e Fimp, "per protestare contro la proposta delle Regioni, tra queste anche la Puglia, di abolire l'attuale figura del medico di famiglia e del pediatra di libera scelta"

BRINDISI – Medici di base e pediatri incrociano le braccia. I loro studi resteranno chiusi dalle ore 8 alle 20 di domani (19 maggio) nell’ambito di uno sciopero indetto  dalle sigle sindacali Fimmg e Fimp, “per protestare contro la proposta delle Regioni, tra queste anche la Puglia, di abolire l'attuale figura del medico di famiglia e del pediatra di libera scelta”. Da un comunicato stampa diramato dall’Ordi ne si apprende  che “verranno solamente garantite le prestazioni indispensabili: le visite domiciliari urgenti, quelle in assistenza programmata a pazienti terminali e le prestazioni di assistenza domiciliare”.

“Ad incrociare le braccia, dalle 20 alle 24 – si legge ancora nel comunicato - saranno anche i medici di continuità assistenziale (ex guardia medica) e quelli del 118. In sostanza, l'intero sistema per un giorno si bloccherà, salvo che per le urgenze. Lo sciopero è stato indetto per protestare contro la proposta delle Regioni, tra queste anche la Puglia, di abolire l'attuale figura del medico di famiglia e del pediatra di libera scelta”.

Nella stessa giornata Fimmg e Fimp hanno indetto un’assemblea permanente dei propri iscritti, con collegamento in streaming con le sedi nazionali dei  rispettivi sindacati. Una diretta streaming via internet con tutto l'esecutivo nazionale Fimmg dal  titolo "l perché di uno sciopero” sarà visibile su FimmglazioTV. 

“Questo  - si legge nella nota dell’Ordine - è un  modo per rispondere ai quesiti di medici e cittadini sullo stop all'assistenza e le motivazioni che hanno portato a questa situazione, proprio nella giornata clou delle iniziative di protesta. L'idea di far interagire le massime cariche del sindacato via web è la prima nella storia della Federazione e vedrà collegate anche le sedi periferiche nel giorno di massima agitazione”.

Il problema nasce dal fatto che a quasi due anni dal limite massimo imposto dalla legge Balduzzi per il  rinnovo delle Convenzioni, “ci ritroviamo, oggi, con un accordo politico, firmato  in extremis lo scorso 4 marzo con l’obiettivo dichiarato di recuperare la stagnazione delle trattative causata dal comportamento della Sisac, la Struttura Interregionale Sanitari Convenzionati, e con la stessa Sisac che ne disconosce la validità, alimentando la schizofrenia istituzionale tra organi politici e tecnici”.

“Nel frattempo – a detta dell’Ordine - le Regioni portano strategicamente a compimento la rimozione periferica di tutte quelle parti dell’accordo collettivo nazionale vigente che non gradiscono e che non erano riuscite a eliminare dal tavolo della trattativa nazionale del 2009/2010”. 
“La categoria – si legge ancora nel comunicato dell’Ordine -  scivola verso una subordinazione senza garanzie, riproposta in modo sempre più pressante, che mira ad allontanarla dal rapporto di fiducia coi pazienti, principio fondante della medicina generale, per spingerla verso un surrogato del rapporto a consulenza oraria attivato su chiamata da parte di dipendenti Asl”.

Questo è uno sciopero in difesa di quel patto terapeutico tra paziente e medico. Quanto affermato da Donato Monopoli, segretario provinciale della Fimmg, la Federazione Italiana Medici di Medicina Generale, e ripreso dal segretario provinciale della Fimp, la Federazione Italiana Medici Pediatri, Pediatri di Libera Scelta, Elisabetta Quaranta, resta il principio fondamentale da seguire: la medicina generale e la pediatria di libera scelta si fondano sull’unica appropriatezza valida, quella basata sulla scienza del professionista e sull’interesse del paziente.

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