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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Cronaca Fasano

Memoria difensiva per il medico indagato. "Mai nessun aiuto agli spacciatori"

FASANO – “Il signor Giovanni Gallo e la sua famiglia non hanno mai ricevuto contributi dai servizi sociali del Comune di Fasano per tutto il periodo di indagine, che va dal gennaio al dicembre 2010, è dunque falso che il mio assistito possa avere intercesso o, peggio, forzato la mano in favore di qualcuno, approfittando del proprio ruolo di assessore al ramo”. Parla l’avvocato Francesco Gentile, difensore di Leonardo, detto Dino Arnese, ex assessore in quota Udc (ma da tempo migrato ad altri lidi, come sottolineano al partito di Casini), ai domiciliari dal 2 agosto scorso con l’accusa di favoreggiamento nei confronti della presunta banda di pusher capeggiata del principale degli indagati, Gallo per l’appunto.

FASANO - "Il signor Giovanni Gallo e la sua famiglia non hanno mai ricevuto contributi dai servizi sociali del Comune di Fasano per tutto il periodo di indagine, che va dal gennaio al dicembre 2010, è dunque falso che il mio assistito possa avere intercesso o, peggio, forzato la mano in favore di qualcuno, approfittando del proprio ruolo di assessore al ramo". Parla l'avvocato Francesco Gentile, difensore di Leonardo, detto Dino Arnese, ex assessore in quota Udc (ma da tempo migrato ad altri lidi, come sottolineano al partito di Casini), ai domiciliari dal 2 agosto scorso con l'accusa di favoreggiamento nei confronti della presunta banda di pusher capeggiata del principale degli indagati, Gallo per l'appunto.

La memoria difensiva dell'indagato, i contenuti della quale saranno oggetto di discussione di fronte al tribunale del Riesame il 17 agosto prossimo, si arricchisce di un ulteriore dettaglio, non secondario. Che si somma alle dichiarazioni pubblicamente rese dal direttore della Asl, nonché presidente dell'Ordine dei medici Emanuele Vinci, rispetto allo stato di tossicodipendenza del medico cristallizzato nell'impianto accusatorio dei pubblici ministeri Silvia Nastasia e Alberto Santacatterina. Vinci ha dichiarato che gli accertamenti da parte del medico del lavoro, corredati da analisi chimiche, disposte dall'azienda sanitaria dopo una lettera anonima che denunciava la presunta dipendenza da eroina da parte di Dino Arnese, diedero esito negativo. Accadde a dicembre 2007, e il medico anestesista poté continuare a lavorare in seno all'ospedale Umberto I, senza ulteriori conseguenze.

L'ulteriore novità, acclarata attraverso verifiche documentali effettuate presso il Comune tramite il legale di fiducia, sarà dunque sottoposta al vaglio del tribunale del Riesame prima, degli inquirenti poi. Nell'auspicio, prioritario, che venga revocata e dichiarata non necessaria la misura di custodia cautelare ai domiciliari inflitta dal giudice per le indagini preliminari. Secondo i pubblici ministeri Arnese si prodigava in ogni modo possibile per i presunti amici della banda Gallo. Per cure straordinarie ai famigliari di Gallo. Per sollecitare aborti terapeutici nei confronti di amiche segnalate sempre da Gallo. Per assistenza medica al padre Ugo, finito in ospedale dopo un accoltellamento.

Solerzia prestata anche per esercitare pressioni nei confronti dei propri colleghi, anche per contraffare ad arte il referto del pronto soccorso dove il 6 ottobre del 2007 si presentò la vittima di un pestaggio ad opera della banda, che per timore di ulteriori ritorsioni aveva dichiarato d'essere caduta accidentalmente. Il referto confermò quella falsa dichiarazione dettata dalla paura, da cui l'accusa di favoreggiamento.

La stessa sollecitudine prestata in forza del proprio ruolo di pubblico amministratore nel Comune fasanese: è sempre grazie ad Arnese, secondo gli inquirenti, che Gallo chiede e ottiene assegni d'assistenza per i propri figli. La difesa pare sia riuscita a dimostrare che nessun assegno a favore del principale degli indagati è stato versato dall'ente locale nel periodo di indagine, ulteriore dettaglio che insieme alla totale collaborazione prestata dal dottore Arnese nel corso dell'interrogatorio di garanzia, si spera possa guadagnare al medico la strada della libertà perduta.

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