Cronaca

Mensa: finché c'è il sequestro, non si mangia. Il sindaco: "La ditta trovi soluzione"

La procura di Brindisi dovrebbe esprimersi a breve sulla convalida del provvedimento di sequestro di iniziativa della masseria Marangiulo, eseguito ieri. Da questa decisione dipende anche l'immediato futuro del servizio mensa nelle scuole comunali di Brindisi. Il Comune ha intimato alla Markas di riprendere la distribuzione dei pasti da lunedì

BRINDISI – La procura di Brindisi dovrebbe esprimersi a breve sulla convalida del provvedimento di sequestro di iniziativa della masseria Marangiulo, eseguito ieri dai vigili urbani di Cisternino. Da questa decisione dipende anche l’immediato futuro del servizio mensa nelle scuole comunali di Brindisi. L’amministrazione comunale ha intimato alla ditta appaltatrice, la Markas di Bolzano, di riprendere la distribuzione dei pasti a partire da lunedì prossimo (26 gennaio). Lo ha fatto attraverso una nota ufficiale con cui “pur manifestando comprensione per le difficoltà sopravvenute (che hanno impedito, in data odierna, lo svolgimento del servizio di ristorazione scolastica) – si legge in un comunicato stampa di palazzo di città - si richiama la stessa ditta affinché venga posta in essere ogni iniziativa finalizzata alla rapida ripresa del servizio sin da lunedì”.

Se il sequestro verrà convalidato, la Markas dovrà trovare un centro cottura alternativo. In giornata sono stati effettuati dei sondaggi in due strutture: una si trova a Torre Santa Sabina; l’altra a Oria. Ma non sarà semplice renderle operative entro lunedì. Per Il complesso agrituristico Marangiosa-2-2-2questo, in seconda battuta, si sta valutando l’ipotesi di ricorrere al servizio catering. In questo caso, però, si porrebbe un problema di non poco conto: quello di trovare dei centri con autorizzazione alla ristorazione collettiva. E il servizio mensa prevede la somministrazione di ben 2mila pasti ai bimbi delle scuole d’infanzia e primarie del capoluogo.

Quest’oggi, come già accaduto in occasione dell’interruzione scaturita dal contenzioso con Ladisa (azienda che fino a dicembre gestiva il servizio e che non ha accolto la richiesta di proroga di due mesi avanzata dal Comune), alcuni bimbi hanno consumato le colazioni al sacco preparate dai genitori. Altri hanno pranzato a casa e sono stati riaccompagnati a scuola per l’inizio delle lezioni pomeridiane.  I disagi, insomma, sono notevoli.

Gli stessi dirigenti della Markas, nel momento in cui hanno accettato di rilevare il servizio con due mesi di anticipo rispetto al termine dell’uno marzo previsto dal capitolato, non immaginavano di ritrovarsi in una situazione così complessa. “Se ci fossimo insediati dall’1 marzo – dichiara a BrindisiReport Luciana Barbuto, referente della Markas a Brindisi – nessuno ci avrebbe potuto dire nulla. Ma per senso di responsabilità abbiamo accolto la richiesta dell’amministrazione comunale di anticipare i tempi. Abbiamo messo a disposizione di questa città tutte le nostre energie”.

Il sequestro della masseria Marangiulo è arrivato come un fulmine a ciel sereno. “Il centro cottura – spiega la Barbuto – rientra nell’area della masseria con facoltà d’uso. Le zone inaccessibili sono delimitate da muri. Ma se questa struttura era abusiva, perché non è stata chiusa prima? Perché il sequestro è arrivato solo dopo il nostro arrivo?”.

L’agriturismo è stato al centro di varie vicissitudini giudiziarie. Nel 2012, l’immobile venne confiscato con facoltà d’uso a conclusione del primo grado di un processo su un giro di truffe scaturito dall’operazione “Pioggia d’oro”. Fra le persone coinvolte c’era proprio la proprietaria della masseria, Angela Cucci, che fu condannata. La stessa Angela Cucci è stata denunciata per abusivismo edilizio dalla Municipale di Cisternino, a seguito del sopralluogo effettuato ieri. Della medesima accusa deve rispondere anche un 31enne di Brindisi al quale la masseria è stata data in locazione.

Il comandante dei vigili urbani cistranesi, Antonio Modugno, stamani si è recato in procura per consegnare gli atti. Stando agli elementi acquisiti dagli investigatori, buona parte della struttura (le cucine, la sala ricevimenti, le piscine, l’intero primo piano), sarebbe abusiva. I legali della proprietà e quelli del locatario, da quanto appreso, hanno presentato istanza di non convalida del sequestro. Il magistrato che segue il procedimento ha a disposizione 48 ore di tempo, a partire dalla trasmissione delle carte, per esprimersi. Ma la decisione è attesa per domani mattina. 

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