Cronaca

Mensa, l'opposizione: "L'assessore si dimetta e il sindaco porga le sue scuse"

Il centrodestra ha chiesto le dimissioni dell'assessore Gioacchino Margarito. Alcuni genitori hanno inveito nei confronti dell'amministrazione comunale per la pessima qualità dei cibi serviti ai bimbi in questi giorni. Le polemiche riguardanti il servizio mensa nelle scuole brindisine si sono sviluppate su due fronti

BRINDISI – Il centrodestra ha chiesto le dimissioni dell’assessore Gioacchino Margarito. Alcuni genitori hanno inveito nei confronti dell’amministrazione comunale per la pessima qualità dei cibi serviti ai bimbi in questi giorni. Le polemiche riguardanti il servizio mensa nelle scuole brindisine si sono sviluppate su due fronti. Nell’aula Mario Marino Guadalupi, i consiglieri d’opposizione hanno tenuto una conferenza stampa durante la quale hanno condannato l’operato del sindaco Mimmo Consales. A palazzo Nervegna, lo stesso primo cittadino, affiancato dal dirigente dell’ufficio Pubblica Istruzione, Gaetano Padula, ha ricevuto alcune decine di genitori. 

Sul versante politico, dal capogruppo consigliare di Forza Italia, Mauro D’Attis, è arrivata più volte la richiesta di dimissione nei confronti IMG_6768-2dell’assessore Margarito. “Invece di scrivere le letterine ai bambini (il riferimento è alla discutibile lettera a un’alunna di una scuola elementare firmata dall’amministratore, ndr)  - ha affermato D’Attis – Margarito faccia una lettera di dimissioni”. D’Attis è partito dalla premessa che il centrodestra è venuto a conoscenza della reale situazione di emergenza in cui era precipitato il servizio di refezione solo dopo il rientro a scuola dalle festività festive (nella foto a destra, la conferenza stampa del centrodestra).

“Il 6 gennaio – dichiara D’Attis – Margarito parlò di ricatto da parte della Ladisa (ditta che fino a dicembre ha effettuato il servizio, ndr). Se le cose stanno così, Consales deve presentare un esposto all’Anac (Autorità nazionale anti corruzione). Se non lo farà lui, lo faremo noi”. Alla luce dei disagi patiti in queste settimane da alunni, insegnanti e genitori, D’Attis chiede al sindaco di scusarsi pubblicamente”. Il primo cittadino, a detta dei suoi avversari politici, avrebbe dovuto ricorrere allo strumento dell’ordinanza contingibile e urgente per obbligare la Ladisa a ottemperare a una proroga di due mesi.

“E’ stata una forzatura – dichiara Massimiliano Oggiano, “La Puglia prima di tutto” – assegnare subito il servizio alla Markas (che da capitolato avrebbe dovuto insediarsi a partire dal prossimo 1 marzo, ndr). Anche l’aspetto economico vuole la sua parte. Per quale motivo hanno deciso di non prorogare il servizio con Ladisa Gaetanp Padula e Mimmo Consales-2a un prezzo molto inferiore rispetto a quello consentito a Markas (4,10 euro a pasto era la tariffa accordata a Ladisa, 5,49 euro a pasto quella accordata a Markas, ndr), alla quale sono stati regalati quasi 100mila euro come se piovessero dal cielo?”

Oggiano ha rimarcato anche una problematica di carattere sindacale. “Il capitolato di gara – afferma il consigliere comunale – prevedeva l’assorbimento di 107 lavoratori della platea storica. Le 84 persone impiegate da Markas, equivalgono alla riduzione del monte di ore lavorative disposto dall’azienda”. Il centrodestra, a tal proposito, avanza il sospetto che i dipendenti siano stati vittima di un vero e proprio ricatto occupazionale all’atto di sottoscrivere i contratti con la società di Bolzano. Poiché questa, da quanto riferito sempre dall’opposizione, avrebbe minacciato di assumere dei lavoratori esterni, se non si fosse raggiunto l’accordo sindacale entro la serata del 15 gennaio. 

Preso atto di questa situazione, dunque, l’amministrazione comunale dovrebbe “valutare se non sussistano le condizioni di sciogliere il contratto con Markas, per inadempienza contrattuale”. Oppure, in seconda battuta, emettere un’ordinanza attraverso la quale imporre alla ditta di servire i pasti in tempi più celeri. Dal centrodestra, infine, arriva la richiesta di accantonare il centro cottura attualmente utilizzato (l’agriturismo Marangiulo, nelle campagne di Cisternino), per trovarne uno (o Caos mensa, i genitori oresenti all'incontro con il sindaco 2-2-2eventualmente più di uno) più vicino al capoluogo. 

Durante il vivace confronto con i genitori, però, Consales ha affermato che le certificazioni esibite oggi da personale dell’Asl a seguito di un controllo effettuato in giornata hanno attestato la conformità del centro cottura di Cisternino alle normative vigenti in materia igienico-sanitaria. Ma questo non è bastato a placare l’ira di alcuni genitori.

La mamma di un bambino che frequenta la scuola d’infanzia Don Bosco ha affermato che ieri, in detto plesso, non sono stati serviti i pasti in bianco richiesti. Daniela Macchia (scuola Salvemini) chiede che “chi ha sbagliato ci metta la faccia”. “Sono i nostri bimbi – dichiara Daniela Macchia – sono il futuro. Cosa stiamo garantendo a loro? Dobbiamo sacrificarsi tutti i giorni. Noi vogliamo che vengano garantiti i nostri diritti. Non dobbiamo lottare contro un’amministrazione comunale che non vuole dare un senso a questa faccenda”

Al termine dell’incontro, ad ogni modo, le parti si sono aggiornate a lunedì prossimo (2 febbraio) per fare il punto della situazione. Non è passata inosservata l’assenza dell’assessore Margarito, contestatissimo per la missiva indirizzata ieri alla piccola Ilary. 

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