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Venerdì, 28 Gennaio 2022
Cronaca

Mensa scadente alla scuola "Bozzano": intervengono polizia e Asl

I piatti venivano svuotati nel contenitore dei rifiuti senza neanche essere toccati. Anche stamattina, i bimbi del plesso "Bozzano" dell'omonimo istituto comprensivo che usufruiscono del servizio mensa sono rimasti a digiuno. Il menu del giorno, per oltre 200 alunni della scuola d'infanzia e di quella primaria, prevedeva passato di verdura e anelli di totano con contorno di piselli

BRINDISI – I piatti venivano svuotati nel contenitore dei rifiuti senza neanche essere toccati. Anche stamattina, i bimbi del plesso “Bozzano” dell’omonimo istituto comprensivo che usufruiscono del servizio mensa sono rimasti a digiuno. Il menu del giorno, per oltre 200 alunni della scuola d’infanzia e di quella primaria, prevedeva passato di verdura, come primo, e anelli di totano con contorno di piselli, come secondo, oltre a mandaranci e un pezzo di pane in una bustina di celophanne. 

Nessuno ha praticamente toccato cibo. Visto che la stessa situazione si ripete dallo scorso 6 ottobre, quando è entrato in vigore il servizio, alcuni Piselli e calamari serviti ai bimbi della scuola di Bozzano-2genitori hanno chiamato la polizia, intervenuta con due equipaggi della Sezione volanti, e gli ispettori sanitari dell’Asl. A dire dei bambini e delle maestre, le pietanze giungono puntualmente fredde. I piselli serviti quest’oggi, inoltre, erano a loro dire bruciati, mentre gli anelli avevano la consistenza di una gomma da masticare. 

Visto che i piccoli restano a stomaco vuoto, i genitori vanno a prendere i figli da scuola alle ore 13 e li riaccompagnano intorno alle 14,30, per le lezioni pomeridiane. L’insegnante della classe terza C riferisce che su 16 alunni, solo quattro, quest'oggi, sono rimasti a mensa. Stanchi di questo andazzo, alcuni genitori hanno testato di persona la qualità dei prodotti. Il risultato è stato sconfortante. 

“Questo cibo- dichiara a BrindisiReport uno di loro – è immangiabile”. Gli stessi genitori avevano invitato alla “degustazione” anche i funzionari dell’ufficio “Pubblica istruzione” del Comune di Brindisi. Ma da Palazzo di città, Una Volante all'esterno del plesso di Bozzano-3non è arrivato nessuno. Nell’edificio di viale Gran Bretagna, a pochi passi dalla parrocchia di San Giustino de Jacobis, sono invece giunti alcuni addetti della società che dallo scorso 6 ottobre gestisce il servizio di refezione scolastica in tutte le scuole comunali del capoluogo, l’Ati “Ladisa/ La Cascina”, servendosi di un centro cottura situato a Mesagne. Anche il preside Girolamo D’Errico ha raggiunto la scuola. 

Nel primo pomeriggio, il personale dell’Asl ha lasciato l’istituto con dei campioni di cibo che nei prossimi giorni verranno sottoposti a controlli. Da quanto appreso, pure docenti e alunni di altre scuole brindisine sono scontenti del servizio mensa, tant’è che i dirigenti scolastici pare stiano valutando la possibilità   di mettere nero su bianco tutte le lamentele raccolte in queste settimane, attraverso una lettera di protesta. Questo anche in considerazione del costo del servizio, che si aggira intorno a una media di 4 euro a pasto.

Oltre alla qualità del servizio, i genitori nutrono forti riserve anche sul menu scelto dai responsabili dell’Asl, che a loro dire non sarebbe consono alle esigenze dei bimbi dei una scuola materna. Basti pensare che la scelta di servire un piatto con piselli e calamari agli scolaretti d’età compresa fra 3 e 10 anni, era stato fortemente contestato anche dai genitori delle scuole di Ostuni. 

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