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“Mensa scolastica, costo del pasto ridotto di 1,71 euro”

Il vice sindaco risponde al consigliere Lo Martire: “Possibile aumento del numero dei pasti e benefici per i lavoratori”

BRINDISI – Da Palazzo di città, una buona nuova sul servizio di ristorazione scolastica che dovrebbe partire agli inizi di ottobre: “Con il nuovo contratto, ci sarà un minore costo per il singolo pasto, con un taglio di un euro e 71 centesimi, e potranno esserci vantaggi non solo per le casse del Comune, ma anche per gli utenti del servizio, per le famiglie degli studenti e possibili benefici sui lavoratori con un aumento”.

Il vice sindaco

Rita Ortenzia De Vito-4Ne è convinta il vice sindaco Rita Ortenzia De Vito, titolare della delega alle Politiche educative. Anche se di riduzione dei ticket, in base alle fasce di reddito, al momento non c’è traccia. Per lo meno il taglio del costo del servizio in favore degli utenti non è stato deliberato dalla Giunta. Non ancora. Ma De Vito e il dirigente del settore hanno dato la notizia rispondendo all’interpellanza urgente presentata dal consigliere di opposizione Carmela Lo Martire, unica eletta nella lista Brindisi Popolare.

L’esponente di minoranza, chiedeva spiegazioni sull’organizzazione della ristorazione scolastica in vista dell’inizio del nuovo anno, con particolare riferimento alle condizioni contrattuali tra il Comune di Brindisi e la società Serenissima spa, risultata vincitrice del bando di gara indetto nei mesi scorsi.

La sentenza del Tribunale

Poco chiari, secondo l’avvocato Lo Martire, risultano gli aspetti legati al numero delle ore degli addetti, alla luce della sentenza del Tribunale di Brindisi, in funzione di giudice del lavoro. Perché nella pronuncia, la precedente società titolare del servizio, la Markas, era stata condanna a ripristinare le ore settimanali riconosciute inizialmente, accogliendo il ricorso di alcuni dipendenti in giudizio rappresentanti dalla stessa Lo Martire. Condanna che, secondo il consigliere, il Comune non avrebbe recepito al momento della stesura del bando, tanto che nuova società sarebbe stata costretta a rivedere l’organizzazione del lavoro per rientrare nei costi.

Il contratto

L'assessore Carmela LomartireNulla quaestio, secondo il vice sindaco perché nella risposta scritta al consigliere, fatta notificare lo scorso 10 settembre, De Vito ha sottolineato che l’Amministrazione “in qualità di stazione appaltante, in sede di sottoscrizione del contratto e di avvio del servizio, opererà le dovute azioni di vigilanza e controllo finalizzate alla corretta applicazione delle norme di legge, delle previsioni del capitolato e degli impegni vincolanti assunti con la ditta”.

Dalla documentazione inviata a Palazzo di città dalla Serenissima ristorazione spa, “si evince che oltre all’assunzione di tutto il personale rinveniente dall’appalto precedente”, è stata prevista una “riorganizzazione oraria” e che per “alcune posizioni è stata elevata la durata contrattuale degli addetti alla somministrazione” operando una “razionalizzazione con conseguenti riduzioni orarie, in capo ad altre posizioni, quali autisti e addetti al centro cottura”.

Secondo il vice sindaco e il dirigente “ove tali misure, così come appare, sono compatibili con il progetto organizzativo prodotto in sede di gara dalla Serenissima, le stesse non possono essere ritenute in contrasto con le norme e quindi non sindacabili dalla stazione appaltante”.

I pasti e il costo

“Resta evidente – si legge nella risposta – che, così come auspicato, il servizio potrà espandere la propria produttività nel senso di un aumento dei pasti richieste dalle scuole, le condizioni contrattuali e gli orari di servizio potranno essere incrementati di conseguenza”.

“Risulta, infine, non secondaria la circostanza che con il nuovo contratto, il minor costo del singolo pasto pari – tra avvenuto ammortamento del centro cottura e ribasso d’asta – pari a 1,71 euro, ci potranno essere vantaggi, non solo per le casse comunali, ma anche per quelle degli utenti del servizio, le famiglie degli studenti e che inoltre il minor costo, potrà concorrere all’auspicato aumento dei pasti forniti e conseguente ampliamento delle possibilità di ricaduta di benefici sui lavoratori”. Ma del meccanismo che ha reso possibile il taglio del costo e dell’effettiva riduzione dei ticket a carico delle famiglie, al momento non ci sono notizie.

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