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Cronaca

“Mensa scolastica, ulteriore taglio dell’orario per i lavoratori”

Lo Martire: “Totale disinteresse del Comune”. La nuova ditta offrirà il servizio con 1.092 ore la settimana, rispetto a 1.243: chiesto incontro all’assessore Masiello

BRINDISI – Nuova tribolazione per i lavoratori del servizio di ristorazione scolastica, costretti a fare i conti con un taglio del monte ore settimane: la nuova ditta, la Serenissima ristorazione di Vicenza, garantirà 1.092 ore, a fronte delle 1.243 della società precedente, la Markas, a sua volta condannata dal Tribunale a ripristinare le condizioni orarie della Ladisa-Cascina. Il che vuol dire una sforbiciata di 151 ore, spalmante dal lunedì al venerdì, con possibili ripercussioni sulla qualità dello stesso servizio agli alunni.

Il centro cottura comunale di via Basento 2-2-3

La lettera e il nodo legale

La duplice preoccupazione, quella per il destino dei lavoratori e quella per il servizio offerto ai piccoli, è stata evidenziata al Comune di Brindisi dall’avvocato Carmela Lo Martire, attuale consigliere di opposizione, in passato legale dei lavoratori della società Markas nel processo che si è concluso con la condanna della ditta a riconoscere a 50 addetti anche la pausa pranzo, oltre al ripristino delle condizioni orarie garantite dalla Ladisa Cascina, in precedenza titolare dell’appalto.

L'assessore Carmela LomartireE’ la seconda missiva scritta dall’avvocato al Comune. Questa volta Lo Martire si rivolge direttamente al collega, diventato assessore al Contenzioso, Mauro Masiello, penalista, componente della Giunta da ieri. Il legale chiede un incontro urgente per risolvere la situazione. La lettera è stata protocollata stamattina, a meno di 24 ore dall’insediamento dell’esecutivo. Il nodo da sciogliere resta il mancato adeguamento da parte dell’Amministrazione comunale di Brindisi, al costo del servizio, così come determinato dal Tribunale nella sentenza di condanna della Markas. La pronuncia è del giudice del lavoro e risale al 28 marzo scorso. Per di più, immediatamente esecutiva. E non appellata dalla ditta. Ma a Palazzo di città, il bando non è stato rivisto e adeguato alla statuizione del giudice, in autotutela. Ed è stato aggiudicato alla Serenissima ristorazione di Vicenza, spa, a fronte di un ribasso pari al 14,091 euro, per un totale di 134mila euro e conseguente riduzione dell’orario lavorativo. Né è stato dato seguito alla lettera che Lo Martire ha scritto, per conto dei dipendenti, il 29 giugno scorso.

L’orario di lavoro

“Questo disinteresse è estremamente grave”, ha scritto. Copia della lettera è stata inviata all’Autorità anticorruzione. “Grave perché gli atti di gara, ormai pubblici, forniscono non pochi elementi di valutazione che fanno temere per le posizioni dei lavoratori e per la qualità del servizio offerto”.

“Non solo non si intende ripristinare il precedente orario, ma addirittura si ipotizzano soluzioni più radicali e comunque peggiorative per i dipendenti”, ha scritto Carmela Lo Martire. “I dipendenti sono giustamente preoccupati e non possono essere lasciati senza risposte, così come non possono essere adottati provvedimenti che rischiano di mettere in discussione la qualità di un servizio essenziale, qual è la mensa scolastica”.

Il niovo centro cottura di via Basento-2-2-2

“Sia chiaro – si legge ancora – ai lavoratori non interessa chi sia l’aggiudicatario del servizio, non essendo questa scelta di loro competenza, ciò che interessa è che non vengano calpestati i legittimi diritti, oggi riconosciuti attraverso una lunga e difficile battaglia giudiziaria in cui non hanno avuto il supporto dell’Amministrazione che pure rea tenuta al controllo del rispetto delle norme del contratto collettivo nazionale”.

Per questo l’avvocato Lo Martire ha chiesto all’assessore, in aggiunta al sindaco Riccardo Rossi un incontro urgente, anche alla presenza di una delegazione di lavoratori. “Il comportamento sin qui adottato spinge la scrivente a ricordare e se stessa che la Pubblica Amministrazione è sempre tenuta a fornire un riscontro motivato, anche di rigetto, alle istanze”. Impossibile, proseguire nel silenzio.

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