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Mensa scolastica, i dipendenti diffidano la Markas

A Brindisi servizio a rischio: "No al taglio del 25 per cento delle ore lavorative". Oltre 50 su 93 lavoratori si rivolgono all'avvocato Lo Martire, ex assessore al Bilancio del Comune. Chiesto un incontro urgente con l'Amministrazione cittadina

BRINDISI – Braccio di ferro in atto tra la società Markas titolare dell’appalto per la ristorazione scolastica a Brindisi e i dipendenti, pronti ad adire le vie legali dopo la riduzione dell’orario lavorativa nella misura del 25 per cento.

Carmela LomartireOltre 50 sul totale dei 93 impiegati nel servizio mensa nelle scuole dell’Amministrazione cittadina hanno dato mandato all’avvocato Carmela Lo Martire (foto accanto) per diffidare la srl, subentrata nella gestione dopo le pronunce dei giudici amministrativi, e ottenere il ripristino del contratto originario. Lo Martire, come è noto, è stato assessore del Comune di Brindisi nel periodo della Giunta di centrosinistra guidata da Mimmo Consales che la chiamò come tecnico, dunque estraneo alla politica e non candidato alle amministrative, per affidarle la delicata delega al Bilancio. Chiusa la parentesi amministrativa e archiviata la candidatura alle regionali nella lista di Emiliano, il legale ha ripreso la sua attività lavorativa e in quanto rappresentante di parte dei dipendenti Markas ha scritto una lettera alla società  allo stesso tempo ha chiesto un incontro con i funzionari del Comune di Brindisi, chiamati a svolgere un ruolo di vigilanza o comunque controllo sull’esatta esecuzione del contratto.

La Markas arriva a Brindisi a partire dal 19 gennaio 2015, quando riceve in via provvisoria l’affidamento del servizio di ristorazione scolastica mediante l’impiego di altro centro cottura, con assunzione ed assorbimento del personale avente diritto alla salvaguardia del posto di lavoro, dopo il ricorso al Tar contro l’aggiudicazione in favore dell’Ati Ladisa-Cascina.

Secondo i lavoratori, la società ha disatteso i propri obblighi assumendo i dipendenti con una riduzione delle ore. Il nuovo contratto sarebbe stato imposto ai lavoratori e firmato “con riserva”: secondo il legale, nessun valore può essere attribuito, essendo evidente che un diverso comportamento avrebbe potuto compromettere il rilevante e fondamentale interesse del lavoratore ad evitare la perdita del posto di lavoro e, quindi, della retribuzione. 

Il caso dei lavoratori della Markas è stato sollevato anche in occasione del Consiglio comunale di oggi dal gruppo consiliare del Pd con interrogazione all’assessore all’Organizzazione scolastica Maria Greco: “Risulta chiaro che i dipendenti vivono una situazione precaria e di tensione dovuta all’abbattimento del monte ore perché per 66 unità è stata disposta la riduzione da due ore al giorno a un’ora e 45, per una da sei ore a cinque e mezza, per quattro da quattro ore a tre e mezza, per un’altra da sette a sei ore, per dieci da tre ore e a due e mezza e infine per dieci lavoratori da otto a sette ore”, hanno scritto Antonio Elefante e Damiamo Flores. “In questo modo si determina un peggioramento della qualità del servizio”.

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