Cronaca

Mensa scolastica, la Finanza nella sede della Markas

Nuova acquisizione di documenti nell'inchiesta della Procura di Brindisi: al vaglio degli inquirenti le ipotesi di inadempimento contrattuale e frode in pubbliche forniture dopo le proteste dei genitori degli alunni. Il mese scorso i militari erano stati al Comune, negli uffici Pubblica istruzione

BRINDISI – Nuovo impulso all’inchiesta sulla mensa scolastica nel Comune di Brindisi: i finanzieri hanno acquisito ulteriori documenti nella sede della società Markas, a cui l’Amministrazione affidò il servizio dopo la gestione all’Ati Ladisa-Cascina.

Pattuglie finanzieri S.Pietro VernoticoI militari del Nucleo di polizia Tributaria si sono presentati questa mattina (30 maggio) negli uffici della società su delega della Procura, a distanza di quasi un mese dalla visita nella sede della ripartizione Pubblica Istruzione del Comune, dove – come si ricorderà – vennero raccolte determine, fatture e mandanti di pagamento, poi confluiti nel fascicolo d’inchiesta aperto  all’indomani del moto di rabbia dei genitori degli alunni delle scuole pubbliche, di fronte a pasti freddi servizi ai piccoli all’ora di pranzo.

Le verifiche, a quanto si apprende, sarebbero finalizzate ad accertare la sussistenza o meno di elementi tali da configurare condotte penalmente rilevanti, in relazione alle ipotesi di inadempimento contrattuale e frode in pubbliche forniture, formulate sul finire del 2015, senza che si siano stati al momento indagati.

La notizia della nuova acquisizione di documenti è rimbalzata nella campagna elettorale in atto a Brindisi anche perché è stata riferita nel corso della conferenza stampa di oggi pomeriggio dal candidato sindaco Riccardo Rossi per la coalizione Brindisi Smart.

Al vaglio degli inquirenti c’è l’affidamento dell’appalto di ristorazione scolastica alla ditta Markas srl subentrata all’associazione temporanea d’imprese costituita da Ladisa-Cascina, con tutto l’iter che ha portato all’aggiudicazione del contratto in via definitiva. Lo zoom, inoltre, attiene ai pasti servizi ai bambini, al trasporto delle pietanze e al centro di cottura previsto nel capitolato nell’ex scuola di via Basento, rione Perrino, ma realizzato con ritardo rispetto alla tempistica, tanto che la società inizialmente allestì le cucine all’interno del complesso della masseria Marangiulo, in agro di Cisternino, sito già finito sotto inchiesta e posto sotto sigilli. Il processo scaturì dalle indagini su una presunta “pioggia d’oro” per contributi su calamità naturali che, secondo la Procura, non sarebbero stati impiegati per finalità differenti da quelle per le quali erano stati concessi.

L’inaugurazione del centro cottura in via Basento risale al 15 aprile dello scorso anno, prima i pasti venivano trasferiti da Cisternino a Brindisi mediante furgoni, aspetto sui quali più volte chiesero spiegazioni alcuni dei consiglieri di opposizione, rispetto alla maggioranza di centrosinistra allora guidata dal sindaco Mimmo Consales, con gli assessori Gioacchino Margherito e Antonio Ingrosso, titolari delle deleghe alla Pubblica Istruzione e ai Lavori pubblici.

mensa scolastica milano-2-2Per un periodo di tempo si arrivò alla decisione di somministrare pasti freddi agli alunni, due panini, una bottiglietta d’acqua, un succo di frutta e una crostatina, dopo aver preso atto del fatto che i piatti caldi arrivavano in pessimo stato. Diversi i genitori che fotografarono, a titolo di prova, palline di riso, cotolette diventate dure. Non è escluso che gli inquirenti abbiano disposto l’ascolto dei genitori, partendo dai componenti del Comitato Mensa scolastica.

Si tratta di un appalto importante visto che riguarda l’alimentazione dei bambini. A questo aspetto si aggiunge quello di tipo economico  per le dimensioni del contratto, per il valore in termini di euro: era prevista l'erogazione di circa trecentomila pasti annui da fornire nel periodo ottobre-maggio, a fronte di un prezzo unitario del singolo pasto a base fissato pari ad 5,50 euro, Iva esclusa. L’importo annuo previsto dall’appalto ammontava a un milione 650mila euro l’anno.

Nel fascicolo che, al momento resta nelle mani del procuratore capo Marco Dinapoli, sarebbero confluiti anche i documenti che si riferiscono al contenzioso davanti ai giudici amministrativi: ci son stati, infatti, ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato che hanno costretto l’Amministrazione comunale di Brindisi a correre ai ripari.

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