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Il riso contestato

Il riso contestato

Mensa scolastica sotto tiro

BRINDISI – Cibi dall'aspetto poco appetibile verrebbero serviti agli studenti delle scuole primarie di Brindisi dal servizio mensa. Scoppia la polemica. Nel pomeriggio di oggi in numerose scuole della città genitori e insegnanti hanno protestato per l'ennesimo pasto poco invitante: un risotto definito “colloso”, banane annerite e spinaci annacquati. Intervenuti vigili urbani e personale dell'Asl per verificare le segnalazioni avanzate dalle mamme.

BRINDISI - Cibi dall'aspetto poco appetibile verrebbero serviti agli studenti delle scuole primarie di Brindisi dal servizio mensa. Scoppia la polemica. Nel pomeriggio di oggi in numerose scuole della città genitori e insegnanti hanno protestato per l'ennesimo pasto poco invitante: un risotto definito "colloso", banane annerite e spinaci annacquati. Intervenuti vigili urbani e personale dell'Asl per verificare le segnalazioni avanzate dalle mamme.

L'assessore alla Pubblica istruzione Antonio Giunta, il dirigente del settore, l'ingegnere comunale Gaetano Padula, hanno incontrato i rappresentanti della società che si occupa del refettorio (la Gemeaz) per discutere sulla questione. Nel frattempo il sindaco di Brindisi Mimmo Consales, ha inviato una lettera di messa in mora alla Gemeaz chiedendo anche di avanzare le scuse della ditta ai genitori e alle scuole per quanto accaduto e a compensare con un pasto a titolo gratuito.

"Da oggi in poi, ad ogni modo, raddoppieranno i controlli per verificare che l'azienda ottemperi a quanto previsto dal contratto", precisa Consales. Dai primissimi riscontri effettuati dai sanitari dell'Asl sembrerebbe che i pasti prodotti dalla Gemeaz non siano né avariati né in cattivo stato di conservazione ma ulteriori accertamenti verranno eseguiti anche nei prossimi giorni.

Intanto le mamme di Tuturano sono in stato di agitazione e per la giornata di domani non faranno mangiare i loro figli a scuola. Davanti al cancello di ingresso della scuola elementare Edmondo De Amicis di via Vivaldi, hanno affisso un cartello in cui annunciano lo stato di agitazione. "Non è la prima volta che i nostri figli mangiano cibo poco appetibile o che viene servita frutta annerita. Ora siamo stanche".

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