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Mercatini di Natale? Solo Pettolando in tour in piazza Vittoria

Feste sotto tono a Brindisi: l’unico a credere ancora nella magia della natività è Salvatore Dell’Anno: da venerdì scorso e sino al 7 gennaio, lui e la moglie Grazia Di Santantonio, animano il cuore del centro. “Lo facciamo per la nostra città, non merita di essere dimenticata. Deve vivere”

BRINDISI – Poche luci, shopping sotto tono a Brindisi, città che pare addormentata, scivolata nel letargo nonostante il periodo di Natale. Qui non c’è voglia di festeggiare, l’unico angolo in cui si respira la magia della natività è in piazza Vittoria: anche senza addobbi, si anima quando arriva Pettolando in tour. E’ l’unica iniziativa nel Centro per le settimane di dicembre e gli inizi di gennaio.

SALVATORE DELL'ANNO-2

Il gazebo di Salvatore Dell’Anno, che ci sia o no il vento gelido di tramontana che taglia il viso, è il solo superstite di fronte alla resa generale di cui Brindisi è ancora vittima e davanti alle lungaggini burocratiche che spesso frenano chi ancora crede nella propria città e vuole regalare quell’atmosfera che tanto piace alle famiglie, ai bambini e a chi non pretende chissà che, se non una passeggiata nel cuore di Brindisi. E’ lì da venerdì scorso e ci resterà sino al prossimo 7 gennaio: mattina, pomeriggio e sera, con chili e chili di pettole calde, piatto tipico della tradizione culinaria delle feste natalizie. Un cartoccio, lo scambio di auguri e poi quattro chiacchiere su Brindisi e sul suo futuro.

Il messaggio di auguri del commissario

“Siamo noi gli artefici del nostro destino e se non facciamo niente, siamo condannati a morire. E non lo meritiamo. Brindisi deve trovare la forza di riscattarsi”, dice mentre consegna l’ennesimo “cuoppo” (non ce ne vogliano i napoletani doc). Ogni giorno lui e la moglie, Grazia Di Santantonio, oltre 40 anni di vita insieme, montano e smontano la loro postazione.  Mai un lamento. Che pure ci starebbe visto che sono rimasti soli. Ma vanno avanti. Hanno persino organizzato l'arrivo di personaggi del mondo Disney.

PETTOLE IN CENTRO-2

“Non capisco per quale motivo, il Centro non meriti rispetto come avviene nelle altre città”, dice mentre la moglie offre a una coppia di fidanzati un bicchiere di vino rosso. “Dopo le pettole, ci sta tutto. Aiuta a farle scendere”. E sorride. Sembra di stare a casa, nel tinello di ogni famiglia, dove la felicità è fatta di cose semplici. “Non ci vuole poi tanto a dare un po’ di vita a questa zona: ci lamentiamo del fatto che non c’è gente. Bene, facciamo qualcosa. Io nel mio piccolo ci sto provando”, dice Dell’Anno. “Per questo sono qui”.

Da solo però può fare poco. “Mi sarebbe piaciuto vedere altri ambulanti. Pazienza. Non mi arrendo. Sono dieci anni che faccio pettole e continuerò a farlo”, aggiunge dimostrando la determinazione che per la moglie, qualche volta, è sinonimo di caparbietà. Ma serve. Eccome se serve in una città come Brindisi che frequentemente si lamenta, ma poche volte si rimbocca le maniche. “A cosa serve guardare ciò che avviene nel centro di Lecce, Bari e Taranto, solo per fare esempi vicini a noi, e restare fermi? Diamoci da fare. Il lamento non ha mai portato da nessuna parte”.

PETTOLE CON MINNIE E TOPOLINO-2

La moglie annuisce. E’ il suo motivo di forza. Pensare che si sono conosciuti proprio qui, in piazza Vittoria, ai tempi della promozione del basket in serie A1, la sera della festa, quando i tifosi invasero il centro con bandiere e striscioni. Lui per la curva sud, lei quella opposta, curva nord. Scherzi del destino, forse.  Non si sono più lasciati. “Abbiamo creduto in noi. Così come crediamo nella nostra Brindisi”.

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