Cronaca

Mercatone Uno, Bozzetti: "Gli ex lavoratori dimenticati anche dall'Inps"

"Invisibili alle istituzioni": così il consigliere regionale brindisino del Movimento 5 Stelle, Gianluca Bozzetti, definisce i 22 ex lavoratori del Mercatone Uno di Brindisi, l'unito punto vendita pugliese rimasto chiuso a seguito della crisi che ha colpito il gruppo industriale

BRINDISI - “Invisibili alle istituzioni”: così il consigliere regionale brindisino del Movimento 5 Stelle, Gianluca Bozzetti, definisce i 22 ex lavoratori del Mercatone Uno di Brindisi, l'unito punto vendita pugliese rimasto chiuso a seguito della crisi che ha colpito il gruppo industriale.  “Dopo aver assistito all’iniziale fiumana di promesse dei politici nostrani – afferma Bozzetti attraverso una nota stampa - per gli ex lavoratori continua una vera e propria odissea, questa volta causata dall’Inps”. 

Bozzetti ricostruisce il calvario vissuto negli ultimi mesi dagli ex dipendenti. “Il 19 gennaio 2015 l’azienda presenta presso il Tribunale di Bologna il concordato preventivo in bianco. A marzo – continua Bozzetti - inizia la svendita nazionale e tra i punti vendita vengono interessati anche quelli di Brindisi e Francavilla Fontana. Il 7 aprile il Mercatone Uno viene commissariato con l’applicazione della cosiddetta legge “Marzano” ed il Ministero nomina tre commissari che riattivano nel mese di maggio numerosi punti vendita, compreso quello di Francavilla Fontana”. 

“A fine giugno, chiude il bando per le manifestazioni d’interesse per l’acquisto dell’azienda o dei singoli punti vendita, senza però ottenere alcun risultato utile”, spiega il consigliere brindisino. “Il punto vendita di Brindisi, ad oggi, è l’unico ad essere rimasto chiuso in tutta Puglia, lasciando a casa ben 22 dipendenti, con parte della mensilità di gennaio e dell’ultima tredicesima e quattordicesima congelate perchè inserite nel Tfr, con ferie e permessi maturati non percepiti in quanto inseriti nel passivo aziendale”.

“Ormai gli ex lavoratori del Mercatone Uno di Brindisi – sottolinea - sono al limite della sopravvivenza, la maggior parte delle famiglie coinvolte (monoreddito e con figli e mutuo a carico), vive un vero e proprio dramma sociale, acuìto dal fatto che l’indennità di cassa integrazione (Decreto Direttoriale n. 91182 CIGS del 27 luglio 2015), che sarebbe dovuta regolarmente essere percepita mensilmente fino a fine luglio, è in realtà ferma ad aprile.” 

E conclude Bozzetti: “È necessario un pronto intervento della Regione e di tutte le istituzioni per trovare una valida soluzione lavorativa alternativa e definitiva all’emergenza, ma occorre soprattutto che l’Inps di Brindisi, in quanto ente competente, svolga fino in fondo il suo compito di ente previdenziale a favore di questi lavoratori, già vittime del mercato e/o della cattiva gestione aziendale”.

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