Mesagne. Diede dell'incapace a Vizzino: il giudice archivia querela

Il procedimento per diffamazione era scaturito da una nota di una professoressa a commento della situazione politica mesagnese

MESAGNE - E' stata archiviata nella giornata di ieri, mercoledì 26 febbraio, dal giudice per le indagini prelimiari, Stefania De Angelis, del tribunale di Brindisi, la querela nei confronti di Maria Stefania De Mauro, docente di lettere presso il liceo delle scienze applicate Majorana in Brindisi, presentata dal consigliere regionale Mauro Vizzino. Nella nota, inviata il 29 gennaio 2019 ad alcune testate giornalistiche e ripresa dalle stesse, la docente commentava la situazione politica della città e i fatti che avrebbero portato alla caduta del sindaco Molfetta, affermando, parlando di Mauro Vizzino, "che è un consigliere regionale notoriamente incapace".

Il testo dell'intervento della docente

“È storicamente provato  - si legge nell'intervento dell'insegnante - che i complotti e le congiure di Palazzo sortiscano raramente i risultati sperati, al contrario essi possono determinare una tale indignazione nel popolo, e a volte anche in chi li dovrebbe sostenere, da decretare la fine dei congiurati. È quello che ci auguriamo accada a Mesagne, dove però i consiglieri dimissionari della maggioranza del sabotato governo cittadino, nel corso della loro conferenza stampa e per bocca del loro portavoce Tony Matarrelli, ci hanno fatto capire che il solo incapace, l’anello debole della loro giunta e della maggioranza tutta, era proprio il Sindaco e che, quindi, essendo loro capacissimi ed avendo le idee chiarissime, sono pronti a riprendere il lavoro da dove l’hanno interrotto per ridare a Mesagne quello che merita e che il nostro ex sindaco Pompeo Molfetta le ha tolto".

"Se fossi Pompeo Molfetta - si legge ancora in un passaggio del comunicato - gli intimerei di non esprimermi più queste smancerie. Creano un certo disagio. Il bene, l’amicizia, la stima sono una cosa seria. Si dimostrano e non si proclamano. In tutta questa storia sono state illuminanti le parole con cui Emanuele De Nitto aveva sintetizzato l’antefatto di questa brutta pagina della storia della nostra bella città 'Togliti tu che mi metto io'. Come se il governo della città e l’esercizio della democrazia, attraverso la delega popolare, fosse un fatto privato, la gestione dei propri possedimenti. O fosse un diritto acquisito 'il mestiere della politica', infatti Tony ha tenuto a sottolineare che lui, sebbene più giovane, vanta un’esperienza qualitativamente migliore di quella trentennale di Pompeo, perché ha coperto incarichi più 'alti'". 

"Tuttavia - conclude l'insegnante - e nonostante l’assetto di guerra di questi consiglieri dimissionari ai quali si sono aggiunti gli assessori e purtroppo anche i delegati, credo che non sarà facile come pensano conquistare il governo della città a maggio. Purtroppo i giornalisti non hanno rivolto loro domande dirette e puntuali durante la conferenza stampa e questo rende un cattivo servizio alla comunità. Indubbiamente sono avanti di quasi un anno con la campagna elettorale, ma questo vantaggio potrebbe non bastare. Mi auguro che si risvegli il senso di una politica di sinistra attiva che superi divisioni e livori e impedisca a questi uomini irresponsabili e ingordi di farcela”.

Le tesi del difensore della docente, Manuel Marchionna

A seguito della querela per diffamazione presentata dal consigliere regionale Mauro Vizzino nei confronti della professoressa De Mauro, il procedimento venne assegnato al pubblico ministero di turno presso il tribunale di Brindisi, Antonio Negro, al quale l'avvocato Marchionna presentò le memorie difensive adducendo una serie di motivazioni.

"Innanzitutto - si legge nelle memorie - la docente ha rivendicato il suo diritto di critica riconsciuto dalla costituzione, ribadendo che il consigliere Vizzino era balzato all’onore delle cronache per un processo penale a suo carico come nel caso dei 'ticket sanitari' dove venne prima indagato e poi imputato per peculato in quanto, secondo la ricostruzione investigativa si sarebbe appropriato dei ticket (a tal proposito il legale fa riferimento a un articolo di BrindisiReport.it, ndr)".

"Sulla Zes Adriatica - si legge ancora nelle memorie difensive - lo stesso Vizzino aveva dichiarato che nella stessa sarebbe rientrata anche Mesagne fermo restando, poi, dalla realtà dei fatti, ovvero che Mesagne era stata esclusa e da ultimo, circa un mese prima rispetto all’intervento della professoressa De Mauro da cui è scaturito il procedimento penale, altro episodio 'grottesco' aveva portato Vizzino all’attenzione delle cronache.

Il riferimento è a una dichiarazione pubblica in cui Vizzino, il  24 dicembre 2019, dichiarò pubblicamente che la Regione Puglia aveva stanziato “100 mila euro al comune di Mesagne per la Cittadella della Ricerca". A tal proposito "i giornali locali (come testimoniato dall'articolo di BrindisiReport citato nella memoria difensiva, ndr) avevano fatto notare che la Cittadella della Ricerca  - spiega ancora il legale - si trova in agro di Brindisi e non di Mesagne. Inutile dire che la questione aveva scatenato ilarità e commenti poco edificanti sui social network nei confronti del consigliere regionale Vizzino".

Sulla base di tutto ciò l'avvocato ha presentato la richiesta di archiviazione per la sua assistita, che è stata accolta nella giornata di ieri, mercoledì 26 febbraio, giorno in cui si è tenuta l'udienza di  "opposizione alla richiesta di archiviazione”. 

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