Martedì, 26 Ottobre 2021
Cronaca Mesagne

Blitz antimafia nel Salento: tra gli arrestati anche "Cenzinu lu pacciu"

C'è anche il mesagnese Vincenzo Carone detto "Cenzinu Lu Pacciu", 57 anni, di Mesagne, residente a Monza e domiciliato nella marina di Torre Chianca, tra i 19 arrestati all'alba di oggi dai carabinieri del comando provinciale di Lecce nell'ambito di un'operazione antimafia contro la Scu

MESAGNE – C’è anche il mesagnese Vincenzo Carone detto “Cenzinu Lu Pacciu”, 57 anni, di Mesagne, residente a Monza e domiciliato nella marina di Torre Chianca, tra i 19 arrestati all’alba di oggi dai carabinieri del comando provinciale di Lecce nell’ambito di un’operazione antimafia contro la SCARONE VINCENZO-2acra corona unita che ha smantellato il clan De Tommasi – Notaro (quest’ultimo arrestato l'1 dicembre scorso dopo un periodo di latitanza, perché colpito da altra misura cautelare in carcere per associazione mafiosa), operante nel nord della provincia.

Carone, legato alla criminalità di Mesagne nell’89 scampò a un agguato mentre era in auto in compagnia della fidanzata Nicolina Biscozzi, 33 anni, tesogli probabilmente da un clan alleato con Giuseppe Rogoli (all’epoca si parlò di un commando a bordo di due Renault Clio turbo composto dai fratelli Bruno di Torre Santa Susanna). Lui riuscì a sopravvivere mentre la sua compagna, innocente, colpita da un pallettone alla colonna vertebrale spirò tempo dopo in una clinica in Germania.

Gli altri destinatari delle 17 ordinanze di custodia cautelare sono Emanuela Spalluto (mandato d’arresto europeo), Stefania Viterbo, Sergio Notaro (notificato in carcere), Vladimiro Cassano, Gianluca De Blasi, Salvatore Milito, Gianluca Tamborrini, Cosimo Emiliano Palma, Nicola Pierri, Pierri Franco, Pierri Antonio, Andrea Valentino, Alfredo Scazzi, Paolo Scazzi (mandato d’arresto europeo), Stippelli Vincenzo, Andrea Spagnolo (notificato in carcere). Andrea Pierri si è costituito dopo il blitz.

Gli arrestati sono accusati a vario titolo di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, detenzione e porto abusivo di armi anche clandestine, estorsioni e rapina. Nel corso dell’intensa ed articolata attività investigativa sono stati accertati una serie di episodi intimidatori, anche a scopo omicidiario, tra membri dello stesso clan.

Carone risponde di minacce e intimidazioni aggravate da uso delle armi. Obiettivo del gruppo criminale era la conquista della leadership sul territorio, finalizzata al controllo del traffico di stupefacenti e delle altre attività illecite. Le indagini hanno permesso di ricostruire una serie di eventi, in particolare numerose intimidazioni attuate attraverso l’esplosione di colpi d’arma da fuoco contro persone, autovetture ed abitazioni degli affiliati, prologo di una faida interna per la supremazia del gruppo emergente. 

In distinte operazioni sono stati eseguiti numerosi sequestri di droga e di un arsenale di armi nella disponibilità del clan. Quest’ultimo sequestro, operato dai carabinieri all’insaputa dei detentori, ha accresciuto in questi la preoccupazione di una imminente escalation di violenza da parte della fazione rivale.

Nel corso della pianificazione delle azioni di fuoco in danno degli avversari, gli investigatori sono riusciti a disinnescare ogni minaccia eseguendo numerosi controlli con conseguenti arresti. Nel dettaglio: 9 persone sono state arrestate in flagranza di reato, nel corso delle indagini di cui 7 per stupefacenti e due per detenzione di armi. Gli arresti sono stati eseguiti in provincia di Lecce, in Germania e Svizzera, dove due persone sono ricercate poiché colpite da mandato di arresto internazionale.

Gallery

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Blitz antimafia nel Salento: tra gli arrestati anche "Cenzinu lu pacciu"

BrindisiReport è in caricamento