Martedì, 26 Ottobre 2021
Cronaca Mesagne

Donna con intenti suicidi salvata dai poliziotti. E' stata trovata nel cimitero

Era salita sull'ultimo gradino di una scala che portava agli ultimi loculi di una cappella cimiteriale e con ogni probabilità si sarebbe lanciata nel vuoto se i poliziotti del commissariato di polizia di Mesagne non fossero giunti in tempo per convincerla a non portare a termine il suo insano gesto. È così che nella notte tra sabato e domenica scorsi una donna di Mesagne è stata salvata

MESAGNE – Era salita sull’ultimo gradino di una scala che portava agli ultimi loculi di una cappella cimiteriale e con ogni probabilità si sarebbe lanciata nel vuoto se i poliziotti del commissariato di polizia di Mesagne non fossero giunti in tempo per convincerla a non portare a termine il suo insano gesto. È così che nella notte tra sabato e domenica scorsi una donna di Mesagne è stata salvata e per la sua famiglia è finito un incubo durato quasi otto ore. La donna, Giulia (nome di fantasia), si era allontanata da casa alle 16,30 di sabato scorso senza dare notizia sulla sua meta e sul suo ritorno. La figlia e il marito, conoscendo il periodo delicato che stava attraversano la loro congiunta a causa di un problema di salute, si sono subito allarmati.

Dopo due ore dall’allontanamento durante le quali il telefono della donna ha squillato a vuoto non hanno esitato a chiedere aiuto ai poliziotti del locale commissariato raccontando dettagliatamente tutta la situazione e spiegando che di recente la donna aveva manifestato l’intenzione di togliersi la vita. Sono state avviate immediatamente le ricerche, la cittadina è stata perlustrata da cima a fondo, in tutto questo tempo il telefono della signora scomparsa continuava a squillare a vuoto, alle ricerche hanno partecipato i famigliari e le colleghe di lavoro. I poliziotti hanno passato al setaccio tutti i luoghi frequentati dalla signora scomparsa senza riuscire a mettere fine all’angoscia vissuta dalla figlia e dal marito. In serata quando ormai il timore che a Giulia fosse capitato qualcosa di brutto stava diventando sempre più concreto, gli agenti hanno attivato la procedura di “geolocalizzazione” del telefono in uso alla donna.

Questa mossa si è rivelata vincente: il sistema, a mezzanotte e dieci, ha localizzato l’apparecchio telefonico della donna nel cimitero comunale. È così iniziata una lotta contro il tempo. I poliziotti si sono precipitati al camposanto e dopo aver scavalcato il muro di recinzione sono state avviate le ricerche. Giulia è stata trovata poco dopo nei pressi della cappella di famiglia. Si era portata in cima a una scala, era seduta sull’ultimo gradino in stato confusionale. È iniziato così un delicato e cauto approccio da parte degli agenti che dopo aver tentato di far ragionare la donna sono riusciti convincerla a desistere dalle sue intenzioni. L’incubo per i suoi famigliari è finito all’1,30 quando Giulia è stata consegnata fra le braccia di marito e figlia.

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