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Cronaca

Mesagne, in fiamme il terreno del consigliere comunale Dimastrodonato

MESAGNE - Duecento alberi di ulivo in fiamme, distrutti da un incendio divampato sul terreno di proprietà di Carmine Dimastrodonato, consigliere della civica Mesagne Incalza. I carabinieri al comando del maresciallo Pietro Russo stanno indagando in queste ore per risalire all’origine del rogo divampato in contrada Notar Panaro, nel tentativo di stabilire se si sia trattato di dolo o colpa, dovuta all’incuria del terreno invaso da erbacce. Per il momento nessuna pista è esclusa.

MESAGNE - Duecento alberi di ulivo in fiamme, distrutti da un incendio divampato sul terreno di proprietà di Carmine Dimastrodonato, consigliere della civica Mesagne Incalza. I carabinieri al comando del maresciallo Pietro Russo stanno indagando in queste ore per risalire all'origine del rogo divampato in contrada Notar Panaro, nel tentativo di stabilire se si sia trattato di dolo o colpa, dovuta all'incuria del terreno invaso da erbacce. Per il momento nessuna pista è esclusa.

E' stato l'ex assessore il primo a lanciare l'allarme ai militari dell'Arma. Ad avvertirlo dell'incendio in corso pare siano stati dei vicini, che nel tentativo di scongiurare ulteriori danni lo hanno avvertito tempestivamente del propagarsi delle fiamme. Quando l'assessore, che non ha esitato a precipitarsi sul posto, è arrivato, era comunque troppo tardi anche per l'intervento dei vigili del fuoco. Le fiamme si erano spente da sole, non trovando più alimento nelle sterpaglie che erano già state completamente divorate.

Il terreno sorge sulla provinciale che collega Mesagne a San Donaci, a cinque chilometri circa dal centro abitato, per una estensione di circa 30mila metri. L'incendio ha interessato una superficie di circa 10mila metri, dove erano piantumati duecento alberi di ulivo. Piante giovani, per fortuna, messe a dimora non più di quattro anni fa. Nessuna pianta secolare, per fortuna, per quanto il danno provocato dall'incendio - in corso di quantificazione - sia ingente.

Il proprietario, protagonista attivo della vita politica cittadina, autore di diverse interpellanze in seno al consiglio comunale nelle fila della minoranza, ha dichiarato ai carabinieri di non aver mai ricevuto richieste estorsive. Gli investigatori non escludono tuttavia nessuna ipotesi, indagando a tutto tondo sulle origini dell'incendio, che potrebbe verosimilmente essersi propagato a causa dei piccoli falò appiccati intorno al terreno stesso per eliminare le erbacce. Si tratta al momento, soltanto di una ipotesi, tutta da verificare. Non è escluso infatti che possa trattarsi di un incendio di origini dolose.

La seconda ipotesi aggraverebbe lo scenario assai drammatico in cui versa la città di Mesagne in queste ore, teatro di un tentativo di omicidio avvenuto in pieno centro, nella villa comunale. E' qui che, intorno alle 20 e 30, il 31enne Francesco Gravina, alias Gabibbo, è stato colpito all'addome da una pistolettata che lo ha colpito all'addome, epilogo di un alterco scoppiato fra la vittima e ignoti interlocutori, per ragioni ancora tutte da sondare, al vaglio degli stessi carabinieri. Gravina è salvo, se la caverà con qualche settimana di prognosi.

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