Cronaca

Omicidio di mafia: ergastolo annullato per i due imputati, la pena è da "rivalutare"

L’ergastolo? Non è detto. Perché se sarà ‘ribadito’ dovrà essere meglio motivato, ad ogni modo una Corte d’Assise d’Appello in composizione diversa da quella che si è già espressa, dovrà meglio valutare le aggravanti oltre che il trattamento sanzionatorio.

MESAGNE - L’ergastolo? Non è detto. Perché se sarà ‘ribadito’ dovrà essere meglio motivato, ad ogni modo una Corte d’Assise d’Appello in composizione diversa da quella che si è già espressa, dovrà meglio valutare le aggravanti oltre che il trattamento sanzionatorio. Si parla dell’omicidio di Massimo Delle Grottaglie per cui furono arrestati Antonio Campana e Carlo Gagliardi. La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio la sentenza d’appello, accogliendo il ricorso degli avvocati Ladislao Massari e Massimo Murra: l’ergastolo fu deciso dal gup, al termine di un giudizio abbreviato e poi confermato anche in appello.

E’ un fine pena mai che include, e non è una anomalia, anche lo sconto di un terzo della pena, soluzione possibile anche al termine di un rito alternativo se al fianco dell’omicidio ci sono anche altre imputazioni per cui si computi una pena superiore ai cinque anni. Quello che al termine di un rito ordinario sarebbe un ergastolo con isolamento diurno, diventa solo un ergastolo. Che vuol dire ad ogni modo la permanenza a vita in carcere.

Massimo Delle Grottaglie, fu assassinato nel dicembre del 2001Per la Cassazione nel caso specifico, la questione è da rivedere. E probabilmente la decisione presa dovrà essere modificata. Gli arresti furono eseguiti nel giugno del 2011 su indagini della Dda di Lecce.Ai due indagati, Campana e Gagliardi, erano contestati i reati di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e dall'aver commesso il fatto avvalendosi delle condizioni previste dall'art. 416 bis (associazione di stampo mafioso) ed al fine di agevolare la frangia mesagnese della Scu, porto e detenzione illegale di arma da fuoco. Fu indagine di Squadra mobile di Brindisi e commissariato di Mesagne che che consentì di fare luce, anche attraverso le dichiarazioni del pentito Ercole Penna sull'omicidio di Massimo Delle Grottaglie affiliato all'associazione mafiosa. Il corpo di Massimo Delle Grottaglie fu ritrovato il 16 dicembre 2001 nelle campagne di contrada Campolisio, tra Presicce e Lido Marini (nel Leccese).

La vittima era scomparsa tra il 22 ed il 23 novembre dello stesso anno: risultava tra i latitanti dell'operazione "Mediana" che portò a quasi 160 arresti. Nei giorni successivi fu la moglie a dichiararne la scomparsa. Il suo cadavere crivellato da diversi colpi di pistola fu ritrovato seminascosto nella terra. Ora a giudicare sarà la Corte d’Assise d’Appello di Taranto.

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