Domenica, 19 Settembre 2021
Cronaca Mesagne

Alimenti senza tracciabilità: sequestrati 56 chili di formaggi

Al titolare dell’esercizio commerciale è stata comminata una multa di 1.500 euro da parte dei carabinieri forestali, che hanno eseguito i controlli

MESAGNE - Più di cinquanta chili di formaggio non tracciato sequestrati e multa al titolare di un esercizio commerciale: è il bilancio di un controllo dei carabinieri forestali a Mesagne. Anche nel periodo estivo prosegue la campagna di controlli sulla sicurezza agroalimentare, condotta dai carabinieri forestali in tutta la provincia di Brindisi, costituendo un settore fondamentale per la specialità dell'Arma. Si ricorda, inoltre, come nell'ambito della stessa campagna, in taluni periodi, siano stati individuati specifici settori di intervento, anche in relazione alla stagione, come olio di oliva e molitura nel periodo autunno-invernale, prodotti da forno nella primavera ed in prossimità delle festività pasquali, ortofrutta fra primavera ed estate, prodotti caseari durante tutto l'anno.

I controlli sono effettuati sia presso gli stabilimenti di produzione e trasformazione, sia nei locali di vendita all'ingrosso e al dettaglio. Durante una di queste verifiche, presso un esercizio di generi alimentari a Mesagne, i militari della stazione forestale di Brindisi si sono accorti che su un'intera partita di pezzi di formaggi vari ("spicchi" in gergo commerciale), confezionati dopo il taglio da forme intere per essere posti alla vendita al dettaglio, non vi era stata apposta alcuna etichetta, violando così le norme che prevedono la rintracciabilità dei prodotti alimentari, in tutte le fasi del ciclo, dalla produzione fino alla vendita al consumatore, secondo quanto stabilito dal Regolamento dell'Unione Europea numero 178 del 2002.

I carabinieri forestali hanno quindi immediatamente proceduto a sottoporre a sequestro amministrativo tutti gli "spicchi" irregolari, per un peso complessivo di 56 chili. Al titolare dell’esercizio commerciale è stata comminata una multa di 1.500 euro, secondo l'articolo 2 del decreto legislativo 190/2006, che applica le sanzioni alle violazioni del suddetto regolamento comunitario, pilastro della sicurezza alimentare e della tutela del consumatore.

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