Cronaca Mesagne

Omicidi Scu: il pentito si costituisce parte civile. Accanto all'Uomo tigre solo Mesagne

L’unico famigliare delle vittime della furia omicida della Scu a costituirsi parte civile, nel corso dell’udienza preliminare celebrata oggi, è un pentito oltre che un ex killer: si tratta di Massimo D’Amico, alias Uomo tigre. Un imputato assente per motivi di studio: ha sostenuto oggi l'esame di Sociologia della devianza.

BRINDISI - L’unico famigliare delle vittime della furia omicida della Scu a costituirsi parte civile, nel corso dell’udienza preliminare celebrata oggi, è un pentito oltre che un ex killer: si tratta di Massimo D’Amico, alias Uomo tigre, il cui fratello Antonio fu ucciso sulla diga di Punta Riso il 9 settembre 2001. Accanto a lui, al momento, solo il Comune di Mesagne, sul banco dei danneggiati per le influenze negative provocate da una serie di delitti, quattro omicidi e sei ferimenti, riconducibili proprio alla Scu “mesagnese”, secondo l’impostazione della Dda di Lecce.

Il gup Antonia Martalò ha opposto un rigetto a tutte le osservazioni delle difese sul merito che, nel caso specifico, ritenevano che Mesagne non potesse rivendicare alcun danno, non trattandosi di un canonico procedimento per associazione per delinquere di stampo mafioso, non un’inchiesta per misfatti in grado di caratterizzare negativamente il buon nome di una comunità.

L’operazione di cui si parla è quella che fu denominata “Zero”, condotta dai poliziotti della Squadra mobile e dai carabinieri del reparto operativo di Brindisi: una serie di dichiarazioni di pentiti, undici in tutto (esclusi quelli ritenuti meno attendibili, i cui verbali fanno comunque parte del fascicolo del pm) che incastrerebbero il gruppo di fuoco della Sacra corona.

Gli imputati.

Francesco Campana Solo quattro dei 22 imputati per cui il pm Alberto Santacatterina ha chiesto il processo non hanno ritenuto di voler essere giudicati con rito abbreviato: sono Carlo Gagliardi, difeso dall’avvocato Massimo Murra; Vito Stano, difeso dall’avvocato Raffaele Missere e Francesco Campana, difeso dall’avvocato Cosimo Lodeserto ed Ercole Penna difeso dall’avvocato Sergio Luceri.

Tutti gli altri invece hanno chiesto per lo più il giudizio allo stato degli atti, condizionato all’ascolto di alcuni testimoni. Si tratta di: Francesco Argentieri, di Mesagne, 40 anni, difeso dall’avvocato Ladislao Massari; Tommaso Belfiore 46 anni, che è un collaboratore di giustizia, difeso dall’avvocato Cristiano Solinas; Carlo Cantanna, 63 anni, difeso dall’avvocato Raffaele Missere; Carmelo Cavallo, 29 anni, di Ostuni, difeso dall’avvocato Gianvito Lillo; Marcello Cincinnato, di Mesagne, 47 anni, difeso dagli avvocati Marcello Falcone e Rosanna Saracino; Ronzino De Nitto, 39 anni di Mesagne, difeso dall’avvocato Pasquale Annicchiarico; Diego Dello Monaco, 31 anni, di Mesagne, difeso dagli avvocati Giancarlo Camassa e Francesco Della Corte; Antonio Epicoco, 40 anni di Brindisi, difeso dall’avvocato Cinzia Cavallo; Francesco Gravina detto ‘Chicco Pizzaleo’ di Mesagne, 55 anni, di Mesagne, difeso dall’avvocato Gianfrancesco Castrignanò; Francesco Gravina detto Gabibbo, neo pentito, 35 anni di Mesagne, difeso dall’avvocato Giancarlo Vaglio; Emanuele Guarini, 40 anni di Mesagne, difeso dagli avvocati Massimo Salvatore Murra e Raffaele Missere; Cosimo Giovanni Guarini, pentito, 46 anni, di Mesagne, difeso dall’avvocato Manfredo Fiormonti; Giuseppe Leo, pentito, 46 anni, di Mesagne, difeso dall’avvocato Antonio Durante; Franco Locorotondo, 40 anni di Mesagne, difeso da Marcello Falcone; Giuseppe Locorotondo, di Mesagne, 41 anni, difeso dall’avvocato Giacomo Gribaudi; Massimo Pasimeni (piccolo dente) 46 anni, di Mesagne, difeso dagli avvocati Marcello Falcone e Rosanna Saracino; Salvatore Solito, di Mesagne, 32 anni, difeso dall’avvocato Daniela D’Amuri; Carmelo Vasta, di Ostuni, 38 anni, difeso da Gianvito Lillo e Vito Epifani.

I fatti contestati.

I fatti contestati sono i seguenti: l’omicidio di Nicolai Lippolis, nel 1998 a Bar in Montenegro; il ferimento di Claudio Facecchia, nel 1997 a Mesagne; l’omicidio di Antonio Molfetta, detto Toni Cammello, ne maggio 1998; l’omicidio di Antonio D’Amico, il 9 settembre 2001 sulla diga di Punta Riso a Brindisi; il ferimento di Tobia Parisi, il 31 maggio 2009 davanti alla discoteca Aranceto a Ostuni; il tentato omicidio di Francesco Palermo, il 20 gennaio 2010 a Mesagne; il ferimento di Franco Locorotondo, il 26 marzo 2010 a Mesagne; il ferimento di Francesco Gravina, detto Gabibbo, il 13 agosto 2010; il ferimento di Vincenzo Greco, il primo luglio 2010, a Mesagne, il delitto di Tommaso Marseglia.

Francesco ArgentieriIl presunto killer assente per l’esame universitario: se in collegamento audio video da località protetta c’erano tanto Francesco Campana, che è intervenuto personalmente per contestare la costituzione di parte civile del Comune di Mesagne, quanto D’Amico (Uomo Tigre), tra gli assenti ‘giustificati’ figurava stamani Francesco Argentieri, che è difeso da Ladislao Massari e che stava sostenendo l’esame universitario di Sociologia della devianza all’università della Calabria dove studia scienze politiche. Anche Campana è da tempo studente universitario.

Il processo è riaggiornato al 30 settembre.

Le indagini

Dei 22 imputati 18 furono sottoposti a custodia cautelare nell’operazione Zero del 14 ottobre 2013. Gli episodi sono stati ricostruiti attraverso il racconto di 11 collaboratori di giustizia e di una delle vittime di un agguato, sopravvissuta per miracolo. Si sono poi aggiunte le dichiarazioni di Francesco Gravina, detto Gabibbo, di Mesagne, divenuto nel frattempo collaboratore di giustizia. I fatti contestati sono in tutto 10 e tutti avvenuti in ambienti legati alla Scu: tra questi un l’omicidio, a Bar in Montenegro, di un giovane reo di aver spacciato droga senza l’autorizzazione del clan, il delitto del fratello di un pentito, l’agguato su commissione di un uomo a Mesagne (Brindisi) che fu messo a segno per accrescere il consenso sociale dell’organizzazione criminale, e anche una sparatoria dinanzi a una nota discoteca estiva di Ostuni (Brindisi).

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