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Per l’ex delegazione Casale destinata ai migranti minorenni 500mila euro

Approvata la stima dei costi per l’adeguamento funzionale dell’immobile di via Bafìle

BRINDISI – Archiviata la raccolta di firme per dire “no” alla destinazione dell’ex sede della delegazione del Casale a centro di accoglienza per migranti minorenni, la Giunta ha approvato la stima dei costi per l’adeguamento dell’immobile: mezzo milione di euro. Servono lavori di ristrutturazione per aprire i vecchi locali di via Bafile, candidati al progetto per la Legalità, così come ha deliberato l’esecutivo con avallo dei Consiglieri comunali (a maggioranza).

delegazione vigili urbani casale-2

I lavori

La squadra di governo del sindaco Riccardo Rossi ha approvato una “integrazione” necessaria al provvedimento relativo alla partecipazione al bando del Ministero dell’Interno, contestatissimo dagli esponenti dei movimenti politici del centrodestra brindisino. Integrazione che si riferisce al “computo metrico”, vale a dire a una stima dei costi relativi a tutti i lavori che si ritiene siano necessari per superare le problematiche strutturali della costruzione che per anni ha ospitato gli uffici comunali nel quartiere Casale ed è stata anche sede di quelli dei vigili urbani. Criticità che Rossi aveva evidenziato nel corso dell’assemblea pubblica in via Bafile per incontrare cittadini e contestatori e spiegare la situazione.

A conti fatti, i lavori dovrebbero avere un costo pari a 483.561 euro e 92 centesimi. L’importo è stato evidenziato a conclusione del progetto di ristrutturazione presentato dai funzionari della ripartizione Lavori Pubblici di Palazzo di città, assieme ad elaborati grafici.

Riccardo Rossi, assemblea pubblica migranti delegazione Casale 4-2

La Giunta

La documentazione è stata consegnata dal dirigente Gaetano Padula al vice sindaco Rita Ortenzia De Vito, in qualità di assessore titolare della delega all’Integrazione, assegnata dal sindaco Riccardo Rossi il quale ha personalmente sottoposto al vaglio della Giunta il progetto ricordando che l’avviso del Governo comporta due obblighi. Il primo:  “l’assunzione dell’impegno da parte del proponente a sostenere l’onere derivante dalla manutenzione e la gestione della struttura per almeno i cinque anni successivi alla conclusione del progetto”. Il secondo: “La dichiarazione di impegno ad affidare il bene mediante procedura ad evidenza pubblica”.

Lo scontro in Consiglio

 L’approvazione è datata 13 settembre, vale a dire 48 ore dopo l’acceso Consiglio comunale, nel corso del quale c’è stato un diverbio tra il capogruppo di Fratelli d’Italia, Massimiliano Oggiano, e Covolo, l’assessore alla Programmazione economica e alle Politiche giovanile. Covolo quel giorno non era in Giunta. Non c’erano anche il vice sindaco e l’assessore all’urbanistica Dino Borri. Lo scontro Oggiano-Covolo ha avuto un’appendice su Facebook.

Il battibecco Fra Massimiliano Oggiano e Riccardo Rossi, Covolo sullo sfondo-2

Oggiano era stato il primo firmatario dell’ordine del giorno per chiedere la “revoca della delibera di partecipazione all’avviso pubblico relativo al programma operativo nazionale Legalità 2014-2010”, assunta dalla Giunta lo scorso 31 agosto. Secondo il consigliere di opposizione e gli altri firmatari del testo, gli stessi promotori della raccolta di firme, la “ex delegazione del quartiere Casale non è una struttura adeguata come centro di accoglienza stranieri, siano essi minori non accompagnati che neo maggiorenni”.

“Qualsiasi forma di integrazione sociale con gli stranieri deve essere condivisa e non subita dalla popolazione locale”, ha sostenuto Oggiano. “Inoltre il Pon Legalità2014-2020 nell’asse riguardante l’inclusione sociale e sostegno all’economia sociale individua la direttrice di intervento nei confronti del più ampio bacino della società civile verso la quale s’intende disseminare gli  anticorpi della legalità per lo sviluppo di modelli sani alternativi a quelli proposti dalle forze della criminalità organizzata”.

La votazione 

“A questo scopo – hanno detto i contestatori – il Programma promuove la rigenerazione degli immobili confiscati alle mafie nelle aree ad alta intensità mafiosa e la diffusione nei confronti della società civile di tutte le informazioni relative al recupero dei patrimoni confiscati; l’inclusione lavorativa e sociale degli immigrati regolari, al fine di poterli concretamente considerare una risorsa per lo sviluppo sostenibile delle aree vulnerabili”. Otto voti favorevoli: quelli di Roberto Cavalera, Massimo Ciullo (insieme in questo caso dopo la separazione elettorale), Carmela Lo Martire, Luciano Loiacono, Gianluca Quarta, Umberto Ribezzi ed Ercole Saponaro, oltre a Oggiano. Ventuno contrari. L’ordine del giorno è stato bocciato.

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