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Cronaca

"Mi avevano offerto una patente per disabili dicendo: accontentati. Ho deciso di lottare"

CELLINO S. MARCO - “Ho fatto outing per la prima volta quando avevo vent’anni, a Cellino San Marco, paese del Sud che conta 7mila anime. Oggi che di anni ne ho trentatré ho le spalle più larghe, e dovevo scegliere se iscrivermi di nuovo alla Motorizzazione, aggirando l’ostacolo del rinnovo della patente negato per la mia omosessualità, oppure combattere la battaglia per i miei diritti, ho scelto la seconda strada”. Ai bivi di fronte ai quali si è trovato a causa dell’orientamento sessuali, Cristian Friscina ha sempre saputo quale strada imboccare, ma che la sua omosessuale avrebbe ingenerato un sospetto e il conseguente ostacolo burocratico, sulla sua attitudine alla guida, beh, non lo aveva di certo messo in conto.

CELLINO S. MARCO - "Ho fatto outing per la prima volta quando avevo vent'anni, a Cellino San Marco, paese del Sud che conta 7mila anime. Oggi che di anni ne ho trentatré ho le spalle più larghe, e dovevo scegliere se iscrivermi di nuovo alla Motorizzazione, aggirando l'ostacolo del rinnovo della patente negato per la mia omosessualità, oppure combattere la battaglia per i miei diritti, ho scelto la seconda strada". Ai bivi di fronte ai quali si è trovato a causa dell'orientamento sessuali, Cristian Friscina ha sempre saputo quale strada imboccare, ma che la sua omosessuale avrebbe ingenerato un sospetto e il conseguente ostacolo burocratico, sulla sua attitudine alla guida, beh, non lo aveva di certo messo in conto.

Questa storia che oggi finisce in Parlamento grazie a Rita Bernardini dei Radicali che ha denunciato il caso tramite una interrogazione, ha inizio più o meno dieci anni fa. Il protagonista la racconta con una buona dose di ironia, indeciso sull'aggettivo a corredo, fra "medievale" e "grottesca". "Più o meno dieci anni fa, presentai richiesta di rinnovo della visita di leva, chiedendo di essere esonerato dal servizio civile di leva, com'era mio diritto", richiesta sulla scorta della quale venne sottoposto a visita medica presso l'ospedale Bonomo di Bari. Sul referto, i sanitari del presidio barese, scrissero che il paziente presentava "patologie che potrebbero risultare di pregiudizio per la sicurezza della guida", non altrimenti specificate.

Le vicissitudini successive, Cristian Friscina lo ha scoperto solo recentemente, affondano le radici proprio in quella relazione clinica. Nel frattempo, aveva già superato positivamente l'esame per la patente di guida, emessa dalla motorizzazione civile di Brindisi nel 1999. "Dopo qualche tempo - racconta il protagonista di questa incredibile vicenda -, esattamente un mese prima del Gay Pride celebrato a Roma nel 2000, una comunicazione del Ministero dei trasporti mi avverte che c'erano delle riserve, da approfondire, sulla mia idoneità psico-fisica, o psico-motoria non ricordo, sulla mia attitudine alla guida, mi rivolsi dunque ad un avvocato per capire di cosa si trattasse". Malgrado la comunicazione del dicastero, all'epoca affidato a Pierluigi Bersani, la vicenda cade nel dimenticatoio, senza ulteriori conseguenze. Il problema si ripresenta quando, nel 2009, Friscina si reca alla motorizzazione per il rinnovo della patente.

"Nelle more del rinnovo - spiega - mi diedero come da prassi il foglio sostitutivo, e con quello ho continuato a guidare regolarmente, in attesa che mi arrivasse il bollo per la patente, che non arrivava mai. Pensavo fosse un problema postale, e non me ne sono preoccupato più tanto, salvo quando un medico del distretto sanitario di San Donaci, delegato alle pratiche di questo genere, non mi disse che sul mio conto c'era un provvedimento ostativo del ministero, alla Motorizzazione mi spiegarono che l'unica patente che io avrei potuto conseguire era quella per disabili". Il medico in questione, per inciso, non sapendo quale fosse la ragione a monte del provvedimento ministeriale, "evidententemente avrai problemi di tossicodipendenza". Alla motorizzazione di Brindisi l'arcano si svela: l'ostacolo è tutto nel referto di dieci anni prima, dal quale sarebbero sorti "dubbi sulla persistenza dei requisiti di idoneità psicofisica prescritti per il possesso della patente".

E' a questo punto che Cristian Friscina va su tutte le furie. Si rivolge ad una avvocatessa brindisina, che gli consiglia di prendere la patente che gli viene suggerita, "è un modo di aggirare l'ostacolo", spiega il legale. Il giovane cellinese non ci sta. Dopo aver replicato a tono al medico sandonacese ma anche all'avvocato, impugna telefono e penna e contatta il presidente nazionale dell'Arcigay Franco Grillini, oltre che l'associazione Certi diritti dei Radicali. Partito e associazione fanno quadrato, e attivano le macchine legale e politica per difendere la giovane vittima della clamorosa discriminazione. "Mi sono stati vicini non so dire quanto e come, a tutti loro la mia infinita riconoscenza", commenta Cristian. Precisamente questa mattina i deputati Radicali, prima firmataria Rita Bernardini e Sergio Rovasio, presidente dell'associazione radicale Certi diritti, hanno depositato una interrogazione urgente ai ministri Altero Matteoli e Ignazio La Russa.

Rovasio ha commentato: "Non è che un esempio di una delle forme di discriminazione che avvengono oggi in Italia contro una persona omosessuale". "Grazie all'aiuto legale del presidente di Rete Lenford, l'avvocato Antonio Rotelli e al coinvolgimento dell'ufficio antidiscriminazioni del ministero per le Pari Opportunità - prosegue - siamo certi che la vicenda si risolverà in suo favore, come già avvenuto a Catania due anni fa, anche con il risarcimento da parte del ministero dei Trasporti dei danni provocati dal diniego alla guida a un cittadino in ragione del suo orientamento sessuale. Aiuteremo Cristian e gli saremo vicini, augurandoci che episodi così gravi e odiosi non avvengano più nel nostro paese e che i ministri interessati chiedano scusa per il comportamento assurdo dei loro uffici".

Nel caso del giovane catanese, Danilo Giuffrida, l'iter di sospensione della patente di guida avviato per disturbo dell'identità sessuale dopo la visita di leva, la Corte d'appello di Catania ha stabilito qualche settimana fa che i titolari dei ministeri della Difesa e dei Trasporti debbano versare 20mila euro come risarcimento danni al ragazzo, oggi 28enne. Questa mattina stessa, in coincidenza con il deposito della interrogazione parlamentare, il colpo di scena: "Mi è arrivata una comunicazione del Ministero dei Trasporti", racconta il 33enne, incredulo, "in cui mi dicono che il ricorso gerarchico da me presentato contro il mancato rinnovo della patente, era stato accolto", da qui a breve insomma, dovrebbe arrivare anche il sospirato bollo.

Un happy end, assai tempestivo, almeno sotto un certo punto di vista. Una vittoria, per Cristian e per chi lo ha sostenuto fin dal primo momento: "Sono contento, io sono una goccia nel mare della discriminazione, ma la mia piccola battaglia dimostra che si può vincere".

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