Cronaca

Un micro-impresa innovativa di Brindisi sforna app contro lo spreco alimentare

E’ una microazienda innovativa, una delle soluzioni migliori – che siano frutto di spin off o di iniziative di imprenditorialità giovanile – per i ragazzi laureati che vogliono misurarsi con il mondo senza attendere posti di lavoro che non arrivano. Quel tipo di impresa su cui puntano, ad esempio, gli incentivi della Regione Puglia e dell’Unione Europea. Ma anche qui non bisogna fermarsi, aspettare, scalare solo graduatorie, ma produrre comunque idee e soluzioni

BRINDISI – E’ una microazienda innovativa, una delle soluzioni migliori – che siano frutto di spin off o di iniziative di imprenditorialità giovanile – per i ragazzi laureati che vogliono misurarsi con il mondo senza attendere posti di lavoro che non arrivano. Quel tipo di impresa su cui puntano, ad esempio, gli incentivi della Regione Puglia e dell’Unione Europea. Ma anche qui non bisogna fermarsi, aspettare, scalare solo graduatorie, ma produrre comunque idee e soluzioni. I giovani brindisini di Golden Apple Web Agency hanno come campo di azione la società digitale, i suoi bisogni e le sue contraddizioni.

Ed è una risposta a metà tra bisogni e contraddizioni il loro progetto Foodate, che giovedì 24 settembre si misurerà con altre quattro idee prodotte da giovani pugliesi e campani nella tappa di Napoli, la quinta di questa edizione del Digital Championship, tour dell’innovazione promosso dall’Associazione Digital Champions assieme a Telecom Italia. E’ la prima volta per i ragazzi di Golden Apple Web Agency, e Foodate è la loro prima scommessa. 

Gli altri sfidanti saranno Gargano FreeWiFi (Foggia), che integra connettività, servizi di informazione e di marketing digitale a supporto del turismo del Gargano; MappiNa (Napoli), una mappa alternativa delle città, ma anche una piattaforma di collaborative mapping che con il crowdsourcing urbano realizza una diversa immagine culturale delle città attraverso il contributo, critico ed operativo, dei suoi abitanti; IA Cloud Sensor (Caserta), che mira a realizzare una rete intelligente di sensori zigbee disseminati casualmente su tutto il territorio da monitorare e collegati tra loro per combattere il fenomeno della terra dei fuochi; Tinkidoo (S.Giorgio a Cremano), che punta sul metodo Montessori 2.0 per avvicinare i bambini alle discipline Steam attraverso gli smart toys.

home-sito-foodate-2Cos’è invece Foodate? Lo spiegano i sei componenti del team del progetto sul sito web dedicato. “Foodate nasce dal desiderio di cercare di porre un rimedio al problema incentrando la propria mission contro la lotta allo spreco alimentare ed alla salvaguardia dell'ambiente.  Il problema dello spreco alimentare è un problema che si radica alle volte nella cultura e nel consumismo, a differenza di altre problematiche moderne, è più silenzioso e meno evidente eppure sotto un profilo etico, abbiamo una parte del mondo che spreca e getta i propri prodotti e l'altra parte della popolazione che non può permettersi un pasto al giorno”.

Lo spreco di cibo è un fenomeno globale: ogni anno, circa 1,3 miliardi di tonnellate di alimenti vengono sprecate nel mondo. Mediamente il 42% dello spreco alimentare, cioè ben 8 milioni di tonnellate, avviene nelle case (rapporto Slowfood), traducendosi in una spesa per le famiglie che oscilla dai 270-400 euro annui, spiega la prefazione al progetto made in Brindisi. “La soluzione non è ribaltare il sistema, non è impedire la produzione, non possiamo istituire norme restrittive ai capi alti della società”, dicono i giovani dello staff di Foodate.

“Non siamo supereroi!! Vorremmo apportare delle modifiche sul singolo creando una coscienza sociale. Pensiamo che una soluzione che parte dal basso possa essere una giusta alternativa perché i consumatori, spontaneamente, potrebbero riconoscere il problema e nel loro piccolo, modificare e/o cambiare la situazione. Non chiediamo di non produrre, anzi, tutt'altro…cerchiamo di sensibilizzare la società a consumare in modo più responsabile”.

team-foodate-2Dunque, Foodate. Una applicazione per supporti digitali, per lo smartphone che vi segue ovunque, per i tablet. “L'obbiettivo è sviluppare un app iOS e Android gratuita e non limitata nelle sue funzionalità, che aiuti l'utente a non sprecare il cibo, supportata da una community attiva che possa consigliare e sensibilizzare la gente tramite ricette, buone norme di conservazione, consigli e curiosità dal mondo del food ad imparare a consumare responsabilmente”.

Altro che “master chef” in tutte le salse del mondo. Consumo responsabile, risparmio familiare, un occhio ai bisogni propri e a quelli del mondo. Viene in mente una vecchia materia di insegnamento riservata alle ragazze italiane degli anni Cinquanta e Sessanta: si chiamava Economia domestica, e al di là dell’individuazione esclusiva nella donna delle responsabilità nella gestione della casa e della famiglia, era il frutto di una società che portava addosso i segni di una guerra, che il consumismo emergente non aveva cancellato. Dall’Economia domestica a Foodate, per cittadini, ormai, di un mondo in tumultuoso cambiamento, con bisogni che sono globali, a partire dal cibo.

Infine il team del progetto Foodate: Stefano Casoar; Stefano Baldassarre; Luigi Carrisi; Daniela Pascale; Angelo Zaccaria; Maria Pia De Sicot.

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